Colpo di pistola alla vetrina del negozio

8 Ottobre 2016

Paura in corso Mazzini: danneggiata la vetrina del Little Pet, negozio per la cura degli animali. La titolare: fatto inspiegabile

VASTO. Un colpo solo, ma sufficientemente forte per svegliare chi abita nella zona. Un colpo seguito dal rumore dei vetri andati in frantumo che è stato avvertito distintamente. Nessuno, però, ha pensato che quel botto fosse un colpo di arma da fuoco, una calibro 7,65. La verità è stata scoperta ieri mattina. A raccontarla è stato quel grosso foro sulla vetrina del negozio Little Pet in corso Mazzini. Qualcuno durante la notte fra giovedì e venerdì, fra le 3 e le 4, ha sparato contro l’attività commerciale. Le telecamere di un distributore di carburanti che si trova di fronte al negozio potrebbero aiutare la polizia a capire chi ha sparato e che arma ha usato.

Il foro non è piccolo. L’arma era importante. Il bossolo del proiettile è stato recuperato dagli agenti e affidato alla Scientifica. Per Vasto purtroppo è un dejà vu. È il terzo messaggio veicolato con un’arma da fuoco in un anno e mezzo. Episodi che raccontano quello che sta accadendo in città.

Sulla vicenda indaga la polizia, ma le bocche sono cucite. A.C., titolare del negozio, è stata ascoltata ma non è stata di grande aiuto. Non riesce a spiegarsi il perché. È la più stupita. Non è escluso che il colpo fosse indirizzato ad altri. «Non viene esclusa nessuna ipotesi», è stata la telegrafica dichiarazione del dirigente del commissariato, il vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio.

È stata la stessa titolare a chiamare la polizia. Gli agenti hanno fatto tutti i rilievi del caso, recuperato il bossolo e cercato di comprendere che cosa sia successo durante la notte in corso Mazzini. La titolare di Little Pet ha dichiarato di non aver mai ricevuto richieste estorsive, né minacce, né null’altro. La polizia sta cercando di trovare immagini della videosorveglianza, magari dai negozi vicini o dal distributore di carburanti. Per adesso si indaga a tutto campo e non si esclude nessuna pista.

Si può trattare, infatti, sia di una vicenda personale e sia di un dispetto o di racket. In città la gente è sempre più spaventata. I recenti fatti di cronaca e le operazioni della Dda dimostrano che Vasto è finita nel mirino di personaggi inquietanti. Lo stesso presidente del Tribunale, il giudice Bruno Giangiacomo, ha definito il Vastese un territorio delicato. La conferma arriva dagli incendi. Purtroppo sempre più spesso oltre al fuoco vengono usate le armi.

La cortina di silenzio sollevata sulla vicenda dalla polizia fa sperare in possibili sviluppi positivi in tempi abbastanza ristretti. Inevitabili le polemiche e le richieste al sindaco Francesco Menna e all’amministrazione comunale, ma anche al governatore della Regione, Luciano D'Alfonso, a prendere atto della situazione e invocare provvedimenti politici a tutela della comunità. Vasto però ha paura. I cittadini protestano, chiedono aiuto, contestano la presenza di troppi pentiti nel territorio ma hanno timore a qualificarsi. «Potremmo finire anche noi nel mirino», è la dichiarazione di una pensionata che abita in corso Mazzini e che rispecchia perfettamente lo stato d'animo dei residenti.

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