«Coltellate per 50 euro, è pericolosa»

La donna accusata di tentato omicidio resta in carcere, dopo l’interrogatorio il giudice dice no agli arresti domiciliari
CHIETI. È «pericolosa». E per questo Anna Maria Marinelli, 43 anni, accusata di tentato omicidio dopo aver sferrato tre coltellate a un amico durante una lite in casa, non può lasciare il carcere di Madonna del Freddo. Lo ha deciso ieri il gip Luca De Ninis. Intanto, restano stabili le condizioni di Massimo Spadaccini, 55 anni di Chieti, colpito a fegato, polmone e addome e salvato soltanto grazie a un intervento chirurgico d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata.
I testimoni raccontano. Secondo il giudice, per ora, la versione più credibile dell’accoltellamento andato in scena lunedì sera in un appartamento al terzo piano di una palazzina lungo via Padre Valignani è quella resa dagli amici della Marinelli: si tratta di tre persone, oltre al ferito, che si erano viste a partire dalle 18 per passare una serata insieme. Una festicciola a cui la Marinelli non avrebbe dovuto partecipare: è stata lei, una volta saputo di quell’incontro, ad autoinvitarsi. Per i carabinieri, l’avrebbe fatto con l’obiettivo di dare una lezione a un suo amico, E.L., a causa di un debito di 50 euro mai ripagato.
Debito e case popolari. In base alle testimonianze raccolte dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, guidato dalla tenente Maria Di Lena, dopo la cena con fiumi di vino, la Marinelli avrebbe cominciato a litigare con E.L.. Il motivo della lite starebbe in quel debito legato a un favore che la donna avrebbe fatto all’amico in passato: la Marinelli avrebbe firmato una scrittura privata in cui si dice che ha ospitato E.L. più volte in casa sua in quanto senzatetto. Un documento che, poi, E.L. avrebbe utilizzato, senza successo, per ottenere una casa popolare.
Corsa intorno al tavolo. I testimoni hanno rivelato ai carabinieri che la Marinelli avrebbe iniziato a rincorrere l’amico intorno al tavolo. Tra i due sono volate accuse e, poi, la donna avrebbe estratto il coltello a serramanico con una lama di circa 10 centimetri dalla cintura dei pantaloni. A questo punto, per mettere fine alla lite, sarebbe intervenuto Spadaccini.
Il ruolo del ferito. Sul ruolo di Spadaccini, le versioni dell’accusa e della difesa non combaciano. Per gli investigatori, l’uomo si sarebbe messo in mezzo e poi colpito per sbaglio tre volte: quelle coltellate avrebbero dovuto andare a bersaglio di E.L.. Il racconto di questo passaggio fatto dalla Marinelli durante l’interrogatorio in carcere è diverso: la donna ha riferito che sarebbe stata aggredita alle spalle, presa per i capelli e, quindi, avrebbe reagito prendendo Spadaccini a coltellate. Una, due, tre volte fino a perforargli il fegato. La donna non ha abbandonato la casa: è stata lei a consegnare il coltello ai carabinieri.
Rischio reiterazione. La difesa, con l’avvocato Roberto D’Ettorre, è pronta a chiedere la revoca della detenzione in carcere. Ma, per ora, secondo il giudice c’è il rischio di reiterazione del reato: nelle due pagine del provvedimento, De Ninis dipinge la Marinelli come una persona «pericolosa». E per questo deve rimanere ancora a Madonna del Freddo e non può andare agli arresti domiciliari. (p.l.)

