Colture a secco da 7 giorni per l’acquedotto rotto

Situazione critica e danni ingenti alle produzioni orticole di Casoli e Selva di Altino I sindaci alla Regione: una frana ha rotto le condutture del Consorzio di bonifica
CASOLI. Da una settimana gli agricoltori della zona di Selva di Altino e di Casoli non possono irrigare i propri campi pieni di pomodori, cetrioli, meloni, cocomeri e ogni prodotto che si coltiva in questo periodo, a causa della rottura di una condotta irrigua, una delle principali della zona, del Consorzio di bonifica Sud. «La situazione è critica, giorni senza irrigare i campi per prodotti come quelli ortofrutticoli è dannoso. Ieri, dopo diversi problemi, sono iniziati i lavori sulla condotta», racconta il sindaco di Casoli, Sergio De Luca, che ha raccolto le lamentele degli agricoltori, ma anche dei dipendenti del Consorzio, assieme al sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli. «Lavori che dovrebbero ultimare nel giro di alcune ore. Certo la situazione è critica», continuano i sindaci, «perché per 7 giorni non si è riusciti ad irrigare campi coltivati con prodotti che di acqua hanno estremo bisogno ogni giorno».
Il problema è che la rottura si è verificata in un punto difficile da raggiungere, a Piano delle Vigne, nel Casolano, vicino il fiume Aventino, che dopo le alluvioni del marzo scorso ha subito dei mutamenti che hanno provocato frane e conseguenti rotture degli acquedotti, come quello del Consorzio di bonifica Sud, che servono ad irrigare i campi.
I due sindaci da giorni ricevono la lamentele degli agricoltori, girate al Consorzio che è commissariato dal novembre scorso per ingenti debiti. «Ho già scritto alle Regione mesi fa», dice De Luca, «per sollevare i problemi del Consorzio e dei dipendenti che erano e sono ancora senza stipendi (a febbraio il commissario Sandro Annibali, ha pagato solo una parte degli stipendi arretrati ai lavoratori, ndc). Assieme al collega Di Altino, il sindaco Muratelli, torneremo a sollevare il problema interessando il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, perché la crisi di liquidità si ripercuote oltre che sugli stipendi anche sui lavori. I ritardi odierni si sono verificati, infatti, non solo per le difficoltà nel raggiungere la rottura ma anche per noleggiare alcuni mezzi». «Abbiamo agricoltori», aggiunge Muratelli, «che pagano per avere il servizio irriguo che non c’è e rischiano, con sette giorni di mancata irrigazione dei campi, di compromettere il raccolto, il loro lavoro».
Problemi continui per le condotte irrigue della zona, visto che da due giorni anche località Piano del Mulino è senza acqua. Da oggi, forse, gli agricoltori potranno cominciare di nuovo ad irrigare i campi tra Selva di Altino e Casoli, sperando che i danni sul raccolto non siano ingenti. Ma il problema delle rotture resta, con le difficoltà di riparazione e dei dipendenti del Consorzio senza stipendi.
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