Commerciante muore a 46 anni: in coma 21 mesi per un batterio

6 Agosto 2022

Ieri l’addio a Marina Trivilino: nel novembre 2020 l’inizio del calvario contro una malattia letale La donna aveva una merceria su corso Roma. Il ricordo del parroco: «È stata amata fino all’ultimo»

LANCIANO . È morta a 46 anni dopo 21 mesi di coma per un batterio killer. Si sono svolti ieri i funerali Marina Trivilino, commerciante di Lanciano, che ha lottato per quasi due anni contro quel male che si è insinuato nel suo corpo non lasciandole scampo. Il calvario inizia a novembre 2020: da giorni la donna è debilita e il marito, Michele, chiama il 118 dopo averla vista svenire. Portata in ospedale, la sera stessa del ricovero la donna ha un arresto cardiaco, i medici le salvano la vita ma entra in coma. Entra in terapia intensiva, c’è da sconfiggere quel batterio tanto misterioso quanto difficile da debellare. La tormenta provocandole un’infezione al sangue, i medici le provano tutte per salvarle la vita: a dicembre viene trasferita anche in un centro riabilitativo a Potenza Picena, in provincia di Macerata. Lì resta per tredici mesi e si notano piccoli segnali di miglioramento. Viene quindi trasferita a Pineto in attesa di sistemare, secondo le sue condizioni, la propria abitazione di Lanciano. A casa ci torna, circondata dall’affetto del marito, della mamma Maria, dei fratelli Pino, Alessandro e Lucia. Ma durante la fase riabilitativa si presentano complicanze polmonari. Continui ricoveri all’ospedale Renzetti fino alla morte, martedì pomeriggio, per un arresto cardiaco che non le ha lasciato scampo.
Ieri mattina c’è stato l’ultimo saluto alla donna nella chiesa di San Pietro Apostolo, nel quartiere dei Cappuccini. «Marina è stata amata fino alla fine dalla famiglia», ha detto padre Vincent Mathew che ha celebrato il funerale. Ha concelebrato l’ex vicario, padre Antonio Di Lorenzo, suo docente al Linguistico De Titta insieme ad altri sacerdoti. La 46enne aveva ereditato il negozio di merceria della mamma, sotto il porticato lungo corso Roma. Distrutti dal doloro gli amici della sua parrocchia, San Pietro, dove lei è cresciuta.
In tanti hanno lasciato un ricordo della commerciante anche attraverso i social. Il pensiero comune è che mancherà a tutti