Commerciante vittima di estorsione

Due rom gli spillano a più riprese merce e novemila euro per un presunto debito. Si ribella e li fa arrestare
LANCIANO. Minacciato, pressato e costretto con la forza a consegnare merce e soldi per oltre 9mila euro. Ha vissuto più di un anno di angoscia un commerciante frentano a cui Guglielmo e Sabatino De Rosa, padre e figlio di 49 e 28 anni, hanno estorto merce e soldi. Un incubo finito ieri con l’arresto dei due, di etnia rom, per estorsione. A Sabatino, inoltre, è contestato anche il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Una volta hanno preso bancali di legna, un’altra volta pellet per combustione. E poi ancora una porta blindata e soldi. Era soprattutto questo che volevano. Dietro minacce e intimidazioni, alla fine hanno spillato 9mila euro a un commerciante, che dopo un anno ha trovato il coraggio di ribellarsi e denunciare quanto stava avvenendo. I carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, hanno svolto le indagini e accertato le numerose richieste estorsive,di denaro e beni di consumo, e le intimidazioni rivolte dai due al commerciante. «Le pretese sono iniziate nell’ottobre 2014», spiega il capitano della compagnia carabinieri, Massimo Capobianco, «ma l’imprenditore si è rivolto ai carabinieri solo poco tempo fa, esasperato da mesi di minacce e pressioni. Ci sono state indagini accurate che hanno rilevato come i due arrestati, vantando un presunto credito, hanno estorto merce e denaro all’uomo. Quando non hanno trovato i soldi, gli hanno preso una volta legna, una volta pellet, un’altra volta anche una porta blindata, insomma la merce che vendeva. Lo avevano costretto a consegnargli in un anno svariate somme di denaro per 9mila euro e diversa merce».
Più di un anno di minacce e paura, di merce e soldi estorti con la forza, che hanno esasperato l’imprenditore che alla fine si è deciso a rivolgersi ai carabinieri. Nel corso delle indagini è emerso che Sabatino De Rosa si occupava anche dello spaccio di sostanze stupefacenti, vendendo cospicui quantitativi di cocaina “a credito” e riscuotendo in maniera violenta e minacciosa il prezzo illecito delle sue trattative.
Insomma minacce e violenza per ottenere merce e denaro. Per la gravità dei fatti contestati e la negativa personalità degli arrestati, gravati da numerosi precedenti penali poiché dediti in maniera pressoché esclusiva al crimine (secondo gli investigatori non svolgono alcun tipo di lavoro), il giudice per indagini preliminari del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha emesso a carico dei due De Rosa la misura cautelare in carcere. Oggi padre e figlio sosterranno l’interrogatorio di garanzia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

