Commercio, il piano del Comune per far rinascere i negozi sfitti

Pantalone: «L’obiettivo è arrivare ad affitti calmierati, avviato il confronto coi proprietari dei locali» Ed ecco l’ultimo studio: in città tanti bar, ma poche attività di prodotti per bambini e dell’informatica
CHIETI. “Hashtag apri a Chieti”: mutuando termini del linguaggio informatico, è questo il tema della nuova campagna a cui sta lavorando l’assessorato comunale al commercio per incentivare nuove aperture di negozi in città. «È una iniziativa che lanceremo a breve», dice l’assessore Manuel Pantalone, «ci stiamo lavorando insieme ai rappresentanti di categoria nell’ambito del tavolo sul commercio e dell’osservatorio di settore che abbiamo appena attivato. Consiste nell’implementazione della piattaforma del Comprateatino su cui si potrà avere contezza di quali e quante attività commerciali ci sono in città per capire dove manca un determinato prodotto commerciale e dove, invece, l’offerta è già ampia. Presenteremo studi anche sui locali sfitti in città in modo che chi vuole aprire un’attività a Chieti possa rendersi conto della domanda e dell’offerta, sia a livello commerciale che a livello di strutture disponibili». I primi studi a supporto di questa iniziativa sono già pronti: si vede, ad esempio, che la città è ricca di bar, mentre le categorie commerciali di cui risulta più sfornita sono quelle dei negozi di prodotti per bambini e dell’informatica. L’amministrazione ha inoltre intenzione di proseguire il dialogo con i rappresentanti dei proprietari di negozi sfitti.
«Abbiamo già avuto un incontro con i rappresentanti di questa categoria», dice Pantalone, «e abbiamo intenzione di promuoverne subito un altro per trovare misure che favoriscano la possibilità di avere sempre meno spazi vuoti in città, condividendo con la categoria azioni per il recupero di questi spazi. Avevamo pensato ad affitti calmierati, una misura importante su cui ovviamente dobbiamo lavorare con i rappresentanti dei proprietari». E dunque l’obiettivo dell’iniziativa è duplice: da una parte favorire le aperture di nuove attività, arricchendo l’offerta commerciale cittadina, dall’altra vedere la città rinascere anche dal punto di vista del decoro urbano, con nuovi negozi al posto delle vetrine vuote che spesso diventano ricettacolo di immondizia. «Cerchiamo di combattere in questo modo», aggiunge Pantalone, «la desertificazione commerciale che da anni si sta ampliando soprattutto nel centro storico cittadino, offrendo strumenti e dando la possibilità a chi apre di sapere cosa e dove aprire e ai proprietari dei locali di sapere che c’è una domanda che va intercettata».
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