Commercio, la crisi resta «Così la città sta morendo»

18 Marzo 2018

Ortona. Decine le saracinesche chiuse e le attività cessate sul Corso e in periferia Confcommercio: nei locali sfitti spazio alle associazioni, possono ravvivare il centro

ORTONA. Si vendono o si affittano. I cartelli sono ben esposti con tanto di recapito telefonico a cui far riferimento davanti agli ingressi di diversi locali commerciali lungo corso Vittorio Emanuele, il cuore della città. Saracinesche abbassate e attività cessate per tanti, troppi negozi in pieno centro. Sono il segno tangibile della crisi del commercio, un settore che sembra non volersi risollevare. In poche centinaia di metri abbiamo contato almeno dieci locali chiusi, in attesa che qualcuno con forte spirito imprenditoriale dia loro una nuova veste.
La situazione è delicata e anche da Confcommercio, attraverso la delegata di Ortona, Fioralba Castellano, arriva l’augurio che qualcosa possa cambiare al più presto. «Una città spenta, senza luci provenienti dalle vetrine, è una città morente», dice. «È vero che questo tipo di problema non investe solo la nostra cittadina, tuttavia non bisogna adagiarsi al “mal comune mezzo gaudio”». Confcommercio è già impegnata nel rilancio del commercio ortonese: «Abbiamo presentato un progetto che verrà presto reso pubblico, in cui il Comune è tra i protagonisti, per agevolare gli operatori commerciali riguardo gli affitti dei negozi. Personalmente», prosegue Castellano, «ho suggerito al sindaco Leo Castiglione di invitare i proprietari dei locali sfitti ad ospitare fino all’arrivo di un nuovo affittuario, le associazioni cittadine affinché si rillumino le vie del centro. In un periodo di forte congiuntura economica dobbiamo insieme rimboccarci le maniche, non ultimo i nostri concittadini nell’usufruire dei servizi che la categoria nonostante la crisi riesce ad offrire».
Il Comune da parte sua ha già compiuto dei passi per favorire il commercio, come dimostra l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio comunale sul plurinegozio. Si tratta di un regolamento che prevede la coesistenza di più attività commerciali e/o produttive negli stessi locali. Spazi destinati a uffici, affittati in maniera condivisa da imprese e professionisti non legati tra loro che si mettono assieme per avere più servizi a minor costo. Sarà utile?
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