«Commissioni costose e inutili»: il monito del segretario generale

23 Febbraio 2023

Il Comune è in riequilibrio finanziario, ma aumentano i rimborsi dei gettoni di presenza dei consiglieri Labbadia scrive ai presidenti e al sindaco: «Riunioni talvolta non attinenti agli atti programmatori»  

CHIETI. Commissioni «non del tutto attinenti ai compiti assegnati» dal regolamento e «di poco ausilio ai lavori del consiglio comunale». In parole povere “inutili” e costose, al punto che l’aumento delle spese dei gettoni di presenza riscontrati nel 2022 va a incidere sul bilancio in riequlibrio del comune di Chieti. Il richiamo a una gestione più attenta e oculata delle risorse pubbliche arriva dal segretario generale del Comune Celestina Labbadia, tramite una lettera inviata ieri ai presidenti delle commissioni consiliari permanenti, al presidente del consiglio comunale Luigi Febo e al sindaco Diego Ferrara.
Richiamando una sentenza della Corte dei conti del Lazio (la numero 70 del 2012) e l’impegno nel risanamento finanziario «dove tutti i titolari di una pubblica funzione sono chiamati ad un grado di responsabilità elevato nel perseguimento del pubblico interesse con il proprio operato», Labbadia si appella alla collaborazione e al senso di responsabilità degli amministratori. In qualità di responsabile della prevenzione della corruzione all’interno dell’ente, infatti, sottolinea di non voler invadere la sfera di competenza né entrare nel merito delle decisioni adottate in sede di commissione, ma di voler esercitare fino in fondo i propri compiti di controllo «a tutela di quel principio di buon andamento di questa pubblica amministrazione» ed evidenziando chiaramente che il termine corruzione «non si lega alla figura sintomatica codificata dal codice penale, ma ad un concetto più ampio quale uso distorto della pubblica funzione».
Un richiamo formale, insomma, a convocare commissioni consiliari incentrate su temi e questioni attinenti alle finalità pubbliche dell’ente, che legittimamente presuppongono il pagamento di un gettone di presenza ai consiglieri comunali che prendono parte alle riunioni, secondo quanto previsto dal regolamento. E cioè: esprimere pareri sulle proposte di delibera da sottoporre all’assemblea civica, elaborare atti da sottoporre all’esame del consiglio e redigere i testi dei regolamenti. «Si è avuto modo di riscontrare», si legge nella lettera inviata dal segretario generale del Comune, «che alcune volte i lavori delle commissioni non risultano essere del tutto attinenti ai compiti loro assegnati come da regolamento vigente; ovvero è stato notato che alcune riunioni hanno avuto ad oggetto analisi di programmazioni di attività dell’ente, in contrasto con le competenza della commissione consiliare». Il risultato è che le riunioni talvolta sono state «di poco ausilio ai lavori del consiglio comunale» e «non attinenti agli atti programmatori dell’ente», determinando «un aumento dei costi delle commissioni di interessante importo nell’anno 2022, tutto a carico del bilancio (in riequilibrio) del comune di Chieti».
Di qui il riferimento alla sentenza della Corte dei conti per «garantire la sana e oculata gestione delle risorse pubbliche», indirizzando la spesa su «obiettivi di comprovabile utilità collettiva» che siano volti a «ridurre le spese strumentali in favore di quelle per beni e servizi finali».
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