Comune, atti negati: l’Udc scrive al prefetto

De Lio attacca: «L’amministrazione non ci consente di consultare la documentazione sui debiti»
CHIETI. Anche il consigliere comunale Mario De Lio si rivolge al prefetto Armando Forgione per l’accesso agli atti negato. È il terzo consigliere comunale di minoranza che lamenta lo stesso problema. Prima di lui si erano rivolti al prefetto anche il capogruppo Lega Mario Colantonio e il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa. Gli atti richiesti e mai ottenuti da De Lio sono quelli relativi alle transazioni con i grandi creditori dell’ente. La preoccupazione del consigliere comunale nasce dal fatto che sulle transazioni con i grandi creditori (Aca, Deco, Consorzio di bonifica e Banca Farmafactoring) si poggia uno dei piloni su cui è stato costruito il piano di riequilibrio, vale a dire la strada scelta dell’amministrazione comunale per rientrare dei debiti accumulati negli anni ed evitare il dissesto economico-finanziario. Non potendo pagare i debiti con i creditori più grandi dell’ente, il Comune ha basato il piano di riequilibrio su delle transazioni che, però, non si capisce se ci siano o meno. L’argomento è stato più volte oggetto di discussione sia in consiglio comunale che nella commissione di controllo e garanzia, presieduta da Fabrizio Di Stefano. Per fare luce sulle transazioni De Lio ha richiesto una serie di documenti che, però, non arrivano. La prima commissione di garanzia sull’argomento si è svolta il 15 giugno, ma senza la presenza dei funzionari che avrebbero dovuto far luce sulla vicenda. La seconda commissione sullo stesso tema si è svolta il 29 settembre. In quella sede i consiglieri sono venuti a scoprire che gli atti transattivi non c’erano ma che almeno esisteva una «corrispondenza tra l’ente e le parti per addivenire a risoluzioni». Dopo di che non si è saputo più nulla. Lo scoro 8 ottobre De Lio ha dunque chiesto tramite Pec al collegio dei revisori dei conti «risposte certe e urgenti». Non avendo ottenuto nulla, il 29 ottobre scorso De Lio ha scritto all’ufficio della presidenza del consiglio comunale reiterando le richieste. E ora, come hanno fatto prima di lui Colantonio e Costa, chiede aiuto anche al prefetto. (a.i.)
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