Comune, la giunta: sì al dissesto Ferrara: situazione compromessa

La maggioranza non impugnerà la sentenza della Corte dei conti, ora la delibera va in consiglio Chiesto anche il parere a uno studio legale di Roma. Il sindaco si arrende: risanamento impossibile
CHIETI. La voragine che ha schiacciato il Comune di Chieti sotto una montagna di debiti porta la giunta a deliberare il dissesto. Il documento, approvato ieri pomeriggio alle 16.15 all’unanimità dall’esecutivo, la prossima settimana dovrà passare al vaglio del consiglio comunale.
Una decisione dolorosa per l’amministrazione, guidata dal sindaco Diego Ferrara, che si è affrettato a ribadire di «aver fatto tutto il possibile» per cercare di salvare l’ente e risanare i suoi conti, ma di fronte alla bocciatura del piano di riequilibrio finanziario pluriennale da parte dei giudici della Corte dei conti e alla certificazione di 78 milioni di disavanzo, non ha potuto fare altro che prendere atto della reale compromissione della situazione finanziaria e rassegnarsi ad andare incontro al dissesto. Il tutto senza nemmeno tentare la strada del ricorso dinanzi alle sezioni riunite della Corte dei conti. Del resto, quest’ultima soluzione è stata giudicata poco percorribile sia dal segretario generale Celestina Labbadia (presente ieri alla riunione di giunta che ha deliberato il dissesto) sia dallo studio legale Brancadoro-Mirabile che aveva già supportato il Comune durante l’udienza all’Aquila con i giudici contabili e nelle fasi immediatamente precedenti. «In considerazione dell’analiticità delle argomentazioni contenute nella delibera e dell’incisiva attività istruttoria espletata dalla Corte sul piano presentato dal Comune», si legge nel parere firmato dagli avvocati Carlo Mirabile e Gianluca Brancadoro, «l’impugnazione della delibera, allo stato, appare non conveniente. Ciò anche in considerazione della remota possibilità che la Corte dei conti, in sezioni riunite, ribalti quanto accertato e statuito dalla sezione di controllo». Il documento dello studio legale esperto in diritto tributario analizza nel dettaglio le motivazioni della sentenza di mancata omologazione del riequilibrio ed evidenzia più volte le difficoltà di gestione e le carenze sulle attività di riscossione da parte di Teateservizi. I due avvocati, pur accennando «agli effetti che il dissesto produce sull’ente, sui suoi amministratori e revisori», osservano che «le argomentazioni che il Comune potrebbe proporre nel giudizio di impugnazione non potrebbero che essere le medesime già sviluppate innanzi alla sezione di controllo, e già ritenute da quest’ultima non coerenti rispetto agli obiettivi di risanamento finanziario dell’ente».
«L’atto di oggi nasce dalla delibera della Corte dei Conti», evidenzia il sindaco Ferrara, «che ha chiaramente certificato l’impossibilità di riuscita di qualsiasi piano di riequilibrio economico e finanziario. Questo perché altrettanto chiaramente ha certificato le origini della situazione da noi ereditata, mettendo nero su bianco il disavanzo da 78 milioni che ci siamo trovati di fronte e cristallizzandone cause, origini e il costante aggravarsi, dal 2012, fino al cambio dell’amministrazione. Quando abbiamo iniziato il nostro percorso amministrativo eravamo perfettamente coscienti che lo stato di salute dei conti comunali era grave e preoccupante, per senso civico abbiamo cercato di evitare il peggio, lavorando, in questi due anni e mezzo a un tentativo di risanamento doveroso, anche se impossibile, come ha sancito la Corte dei conti e come ci siamo resi conto andando ad affrontare giorno per giorno dal 2020 a oggi i tanti e gravi problemi irrisolti che l’ente aveva». «In breve tempo in consiglio comunale approderà un’apposita delibera di proposta del dissesto, che traccerà una linea di demarcazione fra passato e presente di Chieti, consentendoci di costruire per l’ente e per la città un futuro diverso e con la possibilità di programmare le opere, i servizi e lo sviluppo che la città merita e che la sua situazione ha impedito».
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