Comune, sui conti in rosso salta il consiglio comunale

26 Ottobre 2019

Destano allarme le «gravi irregolarità» eccepite dalla magistratura contabile Il centrodestra si dilegua: niente numero legale. Polemiche anche sul fine mandato

CHIETI. Le «gravi irregolarità» di cui parla la Corte dei conti nel documento dello scorso 16 ottobre spaventano i consiglieri comunali. A tal punto da far cadere, per mancanza del numero legale, la seduta consiliare di ieri mattina. A sollevare il problema in aula è stato il consigliere della civica “Chieti. Da Capo” Enrico Raimondi. Le 26 pagine del documento della Corte dei conti, con la richiesta di «tempestiva adozione di necessarie misure correttive», sono state consegnate ai consiglieri poco prima della seduta di ieri. Troppo poco tempo a disposizione per votare con tranquillità il bilancio consolidato. L’assise ha così approvato solo il bilancio del Marrucino. Nonostante le rassicurazioni dell’assessore alle finanze, Valentina Luise, e le dichiarazioni in aula del dirigente della ragioneria Franco Rispoli. Entrambi hanno assicurato che le delibere finanziarie all’ordine del giorno potevano essere approvate senza problemi. «La deliberazione della Corte dei conti è arrivata solo nei giorni scorsi», ha detto l’assessore Luise, «abbiamo avuto modo soltanto di leggerla ma non di approfondirla e per questo abbiamo dato mandato agli uffici affinché ci facciano sapere con sollecitudine su cosa si fondano le eccezioni mosse dalla Corte dei conti. Al momento il dirigente ha chiarito che gli effetti dovrebbero riverberarsi solo a partire da quest’anno fino al 2021 e dunque il bilancio consolidato che riguarda gli anni scorsi può essere tranquillamente votato. All’esito di quanto ci diranno gli uffici, affronteremo con tutta la serietà del caso», ha concluso l’assessore, «la situazione che si è venuta a creare». Quanto al problema sollevato dalla Corte dei conti sui 10 milioni di residui attivi insussistenti, l’assessore spiega che il rilievo riguarda il fatto che «non avrebbero dovuto essere spalmati in 30 anni per il ripiano, ma solo in 5 anni. Ma dobbiamo ancora capire se, nel merito, questa eccezione ha fondamento e, nel caso, cosa determinerà».
Tutto rinviato, dunque, a lunedì, quando si dovrà votare anche il Piano commercio, per il quale Forza Italia si è già messa di traverso. Mal di pancia ci sono anche per i due consiglieri Mario De Lio e Roberto Melideo, che tornano alla carica sugli aumenti Tari chiedendo spiegazioni convincenti mai ricevute, e persino tra le file della Lega. Il responsabile provinciale Lega Palmerino Mammarella continua a chiedere invano al sindaco Umberto Di Primio un documento con le priorità di fine mandato.
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