«Con me altri 5 anni per innovazione, lavoro e decoro»

24 Giugno 2021

VASTO. «Mi candido perché amo questa città, ma soprattutto perché non mi piace lasciare le cose a metà. Da qui parte un percorso che ci porterà, se tutto va bene, al 2026». Inizia con l’inaugurazione...

VASTO. «Mi candido perché amo questa città, ma soprattutto perché non mi piace lasciare le cose a metà. Da qui parte un percorso che ci porterà, se tutto va bene, al 2026». Inizia con l’inaugurazione del comitato di via Perth, sulla circonvallazione Istoniense, la campagna elettorale del sindaco Francesco Menna. Palloncini bianchi, rossi e verdi, nastro tricolore e un ricco buffet accompagnano il discorso del primo cittadino sul palco di una piazzetta resa rovente dal sole. Per lenire la calura vengono distribuiti dei ventagli rossi. Il sole picchia, ma nonostante il caldo, c’è tanta gente: assessori, consiglieri comunali, cittadini, operatori turistici.
«Mi candido perché ho sempre cercato di sconfessare quell’idea di sindaco che non risponde al telefono e che non è presente nella sua stanza», dice il primo cittadino, «mi candido per abbattere l’idea del sindaco che all’improvviso si inventa sindaco senza neanche passare per il consiglio comunale. Il mio telefono squilla sempre, la porta della mia stanza è sempre aperta. La città ha ancora tanti progetti da portare a compimento. Vorrei essere insieme a voi davanti al terminal bus tra qualche mese a inaugurare e tagliare quel nastro, a inaugurare la Via Verde, la Rsa di Sant’Onofrio e tanti altri progetti di sviluppo su cui abbiamo creduto, combattuto e su cui siamo stati denunciati dai soliti insabbiatori esperti del fango e delle pozzanghere».
Tre le grandi parole d’ordine: lavoro, decoro e innovazione. «Sul lavoro abbiamo stretto un’alleanza con altri sindaci», riprende Menna, «insieme a loro mi sono occupato della vertenza della crisi aziendale del territorio. Sul lavoro bisogna costringere gli enti sovraordinati a intervenire soprattutto sulle infrastrutture. Sul decoro registro il grande plauso sul lavoro che fa la Pulchra e che si sta facendo all’isola ecologica e al centro del riuso. L’innovazione, terza parola d’ordine, deve essere intesa come fibra ottica, digitalizzazione della città. Giorni fa ho ritirato la Bandiera blu a Pescara, a breve ritireremo la Bandiera verde della spiaggia dei pediatri e siamo già Bandiera gialla, simbolo di città ciclabile. Queste bandiere racchiudono anni di lavoro di progetti e anni di no alle speculazioni».
Per Menna «molto è stato fatto in questi cinque anni, ma tanto altro c’è ancora da fare. Ci sono questioni non risolte come la variante alla Statale 16, il piano regolatore portuale e il nuovo ospedale, questioni su cui il sindaco non ha grandi competenze, ma deve mordere le gambe dello Stato e della Regione. Per tutte queste cose chiediamo fiducia ai cittadini su altri 1.800 giorni di mandato, per non lasciare le cose a metà». Dura una ventina di minuti l’intervento del sindaco che, a braccio, ripercorre le tappe più importanti del suo mandato iniziato a giugno del 2016. «Quando ho cominciato cadevano a pezzi il tribunale e il faro di Punta Penna», ricorda Menna, «il primo è stato messo in sicurezza, il faro è stato ristrutturato. Non so se qualcuno di voi ha presente quello che si sta facendo al Parco Muro delle Lame. Oggi è diventato un posto accogliente, ma anche lì ci sono state denunce». (a.b.)
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