Concerto di Ughi In fila dall’alba per avere i biglietti

In trecento davanti al Marrucino fin dalle 5,30 del mattino Più della metà senza ticket: maxischermi fuori dal teatro
CHIETI. I 96 biglietti gratuiti messi a disposizione dal teatro Marrucino per il concerto del bicentenario con Uto Ughi sono andati a ruba in 50 minuti. E su una fila di oltre 300 persone gli scontenti sono stati più della metà. Qualcuno si è consolato prendendo uno dei 70 biglietti per una sedia all’interno del palazzo comunale, dove tramite un maxischermo verrà replicato il concerto. Un altro maxischermo verrà sistemato anche sotto i portici di corso Marrucino davanti al Comune.
Ad accaparrarsi il primo biglietto è stata la ventunenne Silvia Monti in fila dalle 5,30 del mattino. Confortata, nel passare delle ore, da caffè e cornetto portato da cugina e amiche, la studentessa di violino al conservatorio considera il maestro Ughi il suo mito. Scaramanzia vuole che se riuscirà a farsi autografare i libri del diploma al conservatorio da Ughi, andrà tutto bene. E lei ci proverà sicuramente. «Quando ho sentito che sarebbe arrivato proprio lui stentavo a crederci», dice la ragazza, che nella sua per ora breve carriera si è già esibita all’Arena di Verona. «Noi giovani artisti italiani siamo abituati a vedere il nostro futuro in salita», continua, «la presenza del maestro a Chieti è uno di quegli eventi che riesce a riaccendere la speranza». Il biglietto numero due è andato a Santa Pompeo di Vacri, mamma di un’altra giovane violinista, in fila dalle 6,30 del mattino. Alla stessa ora è arrivato anche il fotografo Andrea Milazzo, che è riuscito a prendere il biglietto numero 6. L’appassionato di musica Marco Porreca, invece, non ce l’ha fatta. Ha atteso col sorriso il suo turno per sentirsi dire che non c’erano più posti. Stessa cosa per il pittore Luciano Emiliani. L’ha presa meno bene Francesca Cellini che per vedere un concerto di Ughi avrebbe volentieri pagato: «Sono un abbonata di questo teatro», dice, «mi piace molto, ma non capisco come mai ci fossero così pochi posti a disposizione». Il Marrucino ha poco più di 500 posti, ma il grosso dei biglietti è stato spedito attraverso inviti.
«Chieti ha dimostrato ancora una volta, anche grazie al nostro teatro, di non essere affatto la città della camomilla», ha commentato il presidente del cda teatrale Cristiano Sicari di fronte al fermento di ieri mattina.

