Concorso regolare, tutti assolti

1 Febbraio 2016

Lama dei Peligni, il giudice scagiona tre dipendenti comunali accusati di tentato abuso

LAMA DEI PELIGNI. «Dopo la certificazione della correttezza gestionale dell'amministrazione comunale che non assunse subito le due vincitrici del concorso da collaboratori b3 part-time al 50% a tempo indeterminato per il blocco economico imposto dal patto di stabilità, con la sentenza di assoluzione c'è stata anche la certificazione della professionalità dei dipendenti del Comune finiti ingiustamente a processo».

E’ il commento del sindaco Antonino Amorosi alla sentenza di assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, emessa dal tribunale di Chieti nei confronti dei dipendenti comunali, Lodovico Laudadio, Nicolangelo Madonna e Adalgisa Vinciguerra e una delle partecipanti al concorso, Gabriella Soave, accusati di tentato abuso d’ufficio.

Per l’accusa, Laudadio che era presidente della commissione esaminatrice, la segretaria Vinciguerra e il funzionario Madonna non espulsero dal concorso la Soave che era stata trovata in possesso di appunti ed era la cugina di Madonna, che doveva quindi astenersi dal giudizio. Per il tribunale invece non c’è stato nessun tentativo di abuso di ufficio, il concorso fu regolare. Concorso che fu indetto nell’aprile 2012. Tra ottobre e novembre 2012 si svolsero le prove e il 27 dicembre fu emessa la graduatoria. Ma non seguì l’assunzione, bensì controversie nelle aule giudiziarie. Ci fu un ricorso al Tar e al giudice del lavoro da parte della vincitrice del concorso Marzia Marrone, rappresentata dagli avvocati Antonio Di Renzo, marito della Marrone e consigliere comunale di minoranza, e Fausto Troilo.

Il giudice del lavoro accolse il ricorso della donna e impose al Comune l’assunzione, oltre che il pagamento delle retribuzioni non percepite dal 21 dicembre 2012 alla data di effettiva assunzione.

«Questa sentenza è stata ribaltata a settembre» precisa Amorosi «la corte di appello ha riconosciuto che non assumemmo le vincitrici del concorso perchè bloccati dal patto di stabilità. Poi infatti caduti i vincoli del patto le assunzioni le abbiamo fatte». Non contenta l’opposizione è andata avanti anche penalmente denunciando i dipendenti che sono stati assolti. Il tribunale ha chiuso la vicenda confermando la regolarità del concorso e dell’operato della commissione. (t.d.r.)