Condannata a 18 anni la gang delle rapine

Inflitte pene da 4 a 5 anni agli imputati che hanno terrorizzato la città con aggressioni violente e furti in casa
LANCIANO. Diciotto anni complessivi di carcere per i quattro autori delle rapine e dei furti avvenuti in città tra gennaio e febbraio scorso, in particolare ai danni di anziani. Il giudice per le udienze preliminari Marina Valente ha condannato a cinque anni di reclusione a testa Mauro Renato Cupido e Gessica Roberta Angelucci, entrambi 28enni, e a quattro anni ciascuno Tommasina Ranalli, 27 anni, e Pasquale Aitoro, 37, tutti di Lanciano e tutti giudicati con il rito abbreviato. I quattro erano stati arrestati a marzo dai carabinieri, al termine di indagini coordinate dal procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi, per aver compiuto rapine violente e furti in città. La Vecchi aveva chiesto condanne tra 6 e 7 anni per gli imputati, accusati a vario titolo di rapina, furto, ricettazione e lesioni. Secondo la Procura la Ranalli (agli arresti domiciliari), Cupido e Aitoro (questi due in carcere) sarebbero gli autori della rapina avvenuta il 15 febbraio a Santa Maria Maggiore, in cui i tre aggredirono e pestarono a sangue il padrone di casa prima di svaligiargli l’appartamento. La Ranalli, come il marito Cupido rappresentata dall’avvocato Vincenzo Menicucci, sarebbe entrata in casa della vittima, G.B., 62 anni, con un pretesto. Poi Cupido e Aitoro (difeso da Gerardo Brasile) avrebbero aggredito materialmente G.B. colpendolo alla testa con una torcia, brandendo contro di lui un coltello e sbattendolo contro il muro. Poi si sarebbero impossessati del borsello contente 50 euro, documenti e altri effetti personali. Conseguente l’accusa di lesioni aggravate per i tre, poiché l’uomo ha riportato un trauma cranico non commotivo, guaribilw in 20 giorni. Cupido e Gessica Roberta Angelucci (assistita dal legale Gianluca Carlone di Pescara) hanno risposto anche di furto in concorso. Il 23 gennaio scorso i due si sarebbero introdotti nella casa di G.L., ai Bastioni, entrando da una finestra e avrebbero rubato documenti, il libretto di risparmio con carta bancoposta e un bancomat. Che utilizzarono (da qui l’accusa di ricettazione) facendo quattro prelievi per un totale di 290 euro. La Angelucci è accusata di rapina ai danni dello stesso anziano: due giorni dopo, infatti, con un complice tutt’ora ricercato, armato di un martello e col volto nascosto da asciugamani, avrebbe pestato l’anziano dopo essere entrata in casa sua con un pretesto. La Angelucci reggeva le braccia dell’ultraottantenne e l’uomo lo picchiava. Il bottino? Un giaccone. E hanno risposto anche di lesini poiché l’anziano ha riportato un trauma cranico non commotivo e la contusione della gamba destra con ferite escoriate (15 giorni di prognosi). «Presenterò ricorso in appello per i miei assistiti, Cupido e Ranalli, perché non è stata una rapina», dice l’avvocato Menicucci, «Cupido ha aggredito quell’uomo per amore, perché rivolgeva attenzioni non dovute a sua moglie, la Ranalli. Fatti che sono emersi anche durante le indagini, ma non considerati in aula».
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