«Condannate a 5 anni l’ex funzionario Enel»

6 Dicembre 2023

La richiesta del pm nei confronti di Luciano Salusest: «Minacciò una ditta teatina per un appalto»

CHIETI. Minacciò una nota azienda di Chieti, la Mantini srl, per favorire un’altra ditta. Ecco perché un ex funzionario dell’Enel, Luciano Salusest, romano di 67 anni, accusato di tentata concussione e turbativa d’asta, va condannato a 5 anni di reclusione. È questa la richiesta formulata ieri dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani davanti al tribunale di Chieti, presieduto da Guido Campli: la sentenza è attesa nell’udienza del prossimo 6 febbraio. L’avvocato Pasquale Bartolo, difensore dell’imputato, ha chiesto l’assoluzione.
Secondo la ricostruzione del pubblico ministero, che ha coordinato l’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo di Chieti, i reati girano attorno a un maxi appalto per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti nell’ambito degli impianti della rete elettrica. Una gara pubblica divisa in 11 lotti: la Mantini se n’era aggiudicati 5.
Ma l’imputato, abusando della sua qualifica di funzionario Enel e quindi incaricato di pubblico servizio, cercò di indurre la ditta teatina a rinunciare al lotto che riguardava la Puglia e la Basilicata, in passato di competenza di un’azienda di Castelnuovo Vomano. Le minacce avvennero nel corso di un incontro all’interno della Mantini, nella zona industriale di Chieti Scalo, dopo che Salusest aveva contattato i responsabili per fissare un appuntamento.
Per la Procura l’obiettivo del funzionario era chiaro: favorire l’azienda teramana, «prospettando alla Mantini la possibilità dell’annullamento della gara, con il conseguente e concreto rischio di non risultare più vincitrice dell’appalto, riportandone un ingente e grave danno economico finanziario».
La Mantini fin da subito respinse qualsiasi tipo di compromesso, nonostante le pressanti richieste del funzionario (anche per sms), e riferì tutto alla direzione dell’Enel, che ha presentato denuncia. Da qui le indagini del comando provinciale dell’Arma: le intercettazioni telefoniche (monitorate le chiamate del funzionario e di persone a lui vicine) e le riprese audio-video hanno permesso di raccogliere «gravi indizi di colpevolezza». Le accuse non si fermano alla sola tentata concussione perché questa si consumò «prima che si concludesse di fatto la procedura d’appalto, turbando quindi la regolarità della stessa gara pubblica, vicenda del tutto estranea all’Enel che aveva a sua volta segnalato il comportamento del funzionario per alcune irregolarità».
La Mantini srl, assistita dall’avvocato Marco Femminella, e l’Enel, rappresentata dallo studio legale Severino, si sono costituite parte civile e chiedono il risarcimento dei danni. (g.let.)
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