Condannato per pedofilia, la sua casa all’asta

17 Febbraio 2022

In vendita l’abitazione di Furgiuele, ex allenatore di baseball: il ricavato andrà alle vittime degli abusi

CHIETI. Sarà venduta all’asta la casa di Riccardo Furgiuele, l’ex allenatore di baseball condannato in via definitiva a 12 anni di carcere per violenza sessuale su nove piccoli allievi. L’uomo si trova attualmente in cella dopo essere stato arrestato dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, il 7 ottobre del 2020, a seguito della sentenza della Cassazione. Lui si è sempre dichiarato innocente, ma le prove raccolte dagli investigatori hanno retto tre gradi di giudizio.
L’abitazione di Sambuceto di Furgiuele, l’unico bene a lui intestato, è stata sottoposta a sequestro conservativo già nel 2018, su richiesta dell’avvocato di parte civile Monica D’Amico, che si rivolse al giudice Luca De Ninis dopo aver scoperto che l’allenatore stava cercando di vendere la casa. Pochi giorni fa, è arrivato il pignoramento immobiliare. A questo punto, il tribunale dovrà nominare un consulente tecnico d’ufficio per stimare il valore dell’appartamento. Toccherà poi a un delegato del giudice occuparsi della vendita all’asta dell’abitazione. Il ricavato andrà alle vittime degli abusi. «Furgiuele è stato autore non di gesti occasionali e furtivi, bensì di lunghe e intense relazioni abusanti», si legge nella sentenza del tribunale di Chieti (presidente estensore Andrea Di Berardino), integralmente confermata prima dai giudici dell’Aquila e poi dalla Suprema corte. «Ottenuta l’instaurazione di legami apparentemente autentici, egli si è subdolamente insinuato nelle pieghe dell’animo, fragile e in formazione, dei ragazzi, usando la deduzione come arma di conquista e selezionando i più soli e i meno integrati, manipolando, qui e là, carenze comunicative o affettive mediante regali, certo semplici, eppure utili a consolidare un pericoloso dominio psicologico, al quale si è integrato quello erotico». E ancora: «Colpisce l’intensità, via via maggiore, con la quale Furgiuele si accaniva letteralmente sulle sue “prede”, facendole cadere in una sorta di mostruosa ragnatela dalla quale queste non riuscivano a liberarsi». (g.let.)
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