Condannato per violenza alla badante

Inflitti due anni e mezzo a un agricoltore di 74 anni incastrato da una registrazione. Il difensore: pronti per l’appello
ORTONA. Lui la licenzia senza preavviso,lei lo denuncia per tentata violenza sessuale. Ieri mattina V.S., agricoltore di origine ortonese di 74 anni, è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione e a una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile assistita dall’avvocato Antonio Scena.Vittima della tentata violenza sessuale una badante romena che, all’epoca dei fatti, aveva 37anni. La storia è accaduta a Ortona tra luglio del 2013 e il 2 gennaio del 2014 quando la signora Maria, senza alcun preavviso sarebbe stata sollevata dall’incarico di badante dell’anziana suocera dell’imputato. «Il mio assistito» spiega Remo Di Martino, avvocato difensore del 74enne «aveva assunto la signora per un’assistenza che copriva le 24 ore, poi però le esigenze familiari sono cambiate e non vi era più la necessità di avere una badante». Diversa la versione dei fatti raccontata dalla vittima nella denuncia presentata contro l’ex datore di lavoro subito dopo il licenziamento. E poi in aula nel processo che si è svolto a porte chiuse.
L’allora 37enne ha raccontato invece che un giorno sarebbe stata trascinata dall’anziano verso la camera da letto per consumare un rapporto sessuale da lei non voluto. Tentativo che, fortunatamente, sarebbe andato in fumo grazie alla resistenza vigorosa opposta dalla badante.
E per avvalorare la sua versione, la signora Maria, in sede processuale, ha messo a disposizione dei giudici la registrazione di una conversazione avvenuta tra le parti in causa dove più volte l’uomo le diceva: «Eddai, lo facciamo solo una volta». Il pm Marika Ponziani al termine del dibattimento in aula aveva chiesto, in accordo con la parte civile, la pena di un anno e 8 mesi per V.S.
L’avvocato difensore del 74enne, nella sua arringa ha sostenuto invece «l'assenza della prova della tentata violenza sessuale» ascritta al suo cliente come pure ha tentato di smontare il peso di quella registrazione chiedendosi come mai l’ex badante l’avesse fatta solo nel mese di dicembre dopo aver dichiarato, invece, che le presunte tentate violenze sarebbero iniziate 5 mesi prima, vale a dire nel mese di luglio. Per Di Martino, dunque, il reato commesso dall’agricoltore nei confronti della romena poteva essere configurato come semplici molestie. Motivazioni che non hanno convinto i magistrati. Il collegio dei giudici, presieduto da Geremia Spiniello, giudici a latere Isabella Allieri e Valentina Ribaudo ha condannato l’anziano agricoltore a una pena più pesante di quella chiesta dalla pubblica accusa dando così piena ragione alla vittima e alle argomentazioni espresse in aula dal marito dell’ex badante che, all’epoca dei fatti, era il suo fidanzato. «Siamo pronti a presentare appello» precisa l’avvocato Di Martino subito dopo la sentenza «in quella sede proveremo l’innocenza del mio assistito».

