Condotte dell’acqua colabrodo: «La Sasi deve riferire ai cittadini»

Il consigliere comunale Iacovella: nessuna notizia su come saranno investiti 37 milioni sul territorio Proposta un’assemblea pubblica con i sindaci della zona e i tecnici della società che gestisce il servizio
GUARDIAGRELE . Il consigliere comunale indipendente Nello Iacovella, scende in campo per tornare a parlare della crisi idrica, evidenziando che per giungere a una concreta soluzione dell’annoso problema sono innanzitutto indispensabili importanti finanziamenti da parte della Regione Abruzzo e del gestore del servizio Sasi.
«Attualmente», sottolinea Iacovella», la Sasi dispone di fondi europei per un ammontare complessivo di 37 milioni di euro, per opere da progettare e appaltare entro il 2023 e da realizzare entro e non oltre il 2026, se non si vuole correre il rischio di perdere i finanziamenti. Ciò nonostante però», osserva il consigliere comunale, «siamo ormai arrivati a metà marzo 2023 e, da parte del gestore Sasi, non si ha ancora alcuna notizia riguardo alle opere che intende realizzare nel nostro territorio e su quale siano poi precisamente le somme utilizzabili».
Iacovella, allo stato delle cose, ritiene quindi opportuna una convocazione, a breve scadenza, di un’assemblea pubblica. A questa dovrebbero partecipare il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, il responsabile tecnico dell’azienda, tutti i sindaci dei paesi del comprensorio a partire da quello di Guardiagrele Donatello Di Prinzio e, naturalmente, i cittadini. L’obiettivo è discutere democraticamente la problematica, in modo tale che si faccia chiarezza e che ognuno si vada ad assumere le proprie responsabilità.
«Non dobbiamo dimenticarci», sottolinea il consigliere comunale indipendente, «che l’acqua rappresenta un bene primario che va difeso a tutti i costi, perché indispensabile alla vita sociale dei cittadini, e per la sua difesa l’ente gestore del servizio e le diverse entità amministrative comunali, provinciali e regionali, devono costituire un unico sistema. Solo in questo modo», conclude Iacovella, «si potrà avere la speranza di risolvere finalmente un problema che si trascina ormai da oltre quarant’anni e che, sopratutto ogni estate, continua puntualmente a procurare enormi disagi ai cittadini».
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