Consiglio comunale, si muove la prefettura

Lettera al presidente dopo la denuncia della minoranza sulla mancata convocazione dell’assemblea civica
VASTO. La prefettura si muove dopo la denuncia dell’opposizione sulla mancata convocazione del consiglio comunale di Vasto. La minoranza ha sollevato il problema inviando una lettera al prefetto Giacomo Barbato e al procuratore della Repubblica Giampiero Di Florio. Così, nelle scorse ore, l’Ufficio territoriale del governo – come è previsto dal Testo unico degli enti locali (Tuel) – ha scritto al presidente del consiglio comunale, Mauro Del Piano, per chiedere informazioni sull’argomento.
Il caso è scoppiato dopo la presa di posizione di Guido Giangiacomo (Forza Italia), Alessandro d’Elisa (Gruppo misto), Edmondo Laudazi (Il nuovo faro), Vincenzo Suriani e Francesco Prospero (Fratelli d’Italia). «Persiste uno stato di totale abbandono e di insicurezza della pista ciclabile di Vallone Lebba», hanno spiegato i rappresentanti della minoranza. «E sono numerose le richieste dei cittadini e delle associazioni che evidenziano pericoli per la pubblica incolumità a causa delle condizioni di degrado e per la mancanza, a tratti, della staccionata a protezione verso il Vallone Lebba». L’opposizione ha richiamato l’articolo del Tuel in base al quale il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire l’assise civica, «in un termine non superiore ai venti giorni», quando lo sollecita «1/5 dei consiglieri o il sindaco, inserendo nell’ordine del giorno le questioni richieste».
«Ma ad oggi», hanno rimarcato i cinque consiglieri, «seppure siano trascorsi 25 giorni dalla trasmissione a mezzo pec della richiesta di convocazione del consiglio comunale straordinario, il presidente non ha provveduto a convocare nemmeno la capigruppo consiliare», ovvero l’assemblea propedeutica all’assise civica. Ecco perché la minoranza, informando anche la prefettura, ha diffidato Del Piano a convocare immediatamente il consiglio comunale. «Qualora ciò non avvenisse», hanno concluso Giangiacomo, d’Elisa, Laudazi, Suriani e Prospero, «chiediamo al prefetto, ai sensi del Tuel, di provvedere alla convocazione del consiglio».
«Ancora una volta», avevano sottolineato i cinque la scorsa settimana, «dovremo ricorrere al prefetto per vedere riconosciuto il nostro diritto a svolgere la funzione di opposizione e controllo».
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