ORTONA

Consiglio d’Europa: “Migranti sedati nei cpr”. Intanto ne arrivano 114 ad Ortona

13 Dicembre 2024

La denuncia dell’Organo antitortura del Consiglio d’Europa dopo le visite effettuate ad aprile in quattro cpr. Intanto domani ad Ortona sbarcano 114 migranti; 24 di loro rimarranno in Abruzzo.

ORTONA. Mentre sono attesi 114 migranti nella giornata di domani – di cui 24 rimarranno in Abruzzo –  arriva la denuncia dell’Organo antitortura del Consiglio d’Europa, secondo il quale nei centri di permanenza per i rimpatri in Italia i migranti sono maltrattati e sedati con psicofarmaci non prescritti. 

Il rapporto è stato redatto dopo la visita condotta tra il 2 e il 12 aprile in 4 dei 9 centri operativi in Italia: gli hub di via Corelli a Milano, Gradisca d'Isonzo, Palazzo San Gervasio a Potenza, e Ponte Galeria a Roma. Secondo il dossier, i migranti sarebbero “drogati” attraverso la diluizione in acqua di psicofarmaci non prescritti; inoltre, da parte degli agenti di polizia ci sarebbe un uso eccessivo della forza. Quindi il rapporto si conclude con la bocciatura dei cpr italiani, definiti “non idonei”.

Accuse pesanti, che si inseriscono nel quadro più ampio della querelle sui centri per i rimpatri. In particolare, negli ultimi mesi è la struttura appena entrata in funzione in Albania (seppur non ancora a pieno regime) ad essere stata maggiormente attenzionata dalla politica, come testimoniato dalla visita, prevista per oggi, della segretaria del Pd Elly Schlein a Gjader, al fine verificare le condizioni dei migranti che sono trattenuti nel nuovo cpr.

Ma, mentre la questione migratoria continua ad imperare nel dibattito pubblico,  ad Ortona è attesa la nave della Ong Solidaire (arrivo previsto alle 15 di sabato), che trasporta 114 migranti, di cui 24 sono destinati a rimanere in Abruzzo (tra di loro ci sono 8 minori); per i restanti è previsto lo smistamento in altre regioni italiane. Con quello di domani il numero complessivo di sbarchi di migranti ad Ortona ammonta a 13 nel 2024.

I dati preliminari di Frontex indicano che nei primi undici mesi di quest'anno il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere dell'Ue è diminuito del 40%, attestandosi a 220.700. Le maggiori diminuzioni sono state registrate ancora una volta sulle rotte dei Balcani occidentali e del Mediterraneo centrale, con -80% e -60%.