Consiglio di Stato, vinto il ricorso: «Mense scolastiche alla Ladisa»

28 Giugno 2023

Il colosso della ristorazione barese potrà continuare a preparare i pasti nei trenta plessi comunali I giudici ribaltano il giudizio del Tar e riammettono la società alla gara da quasi 5 milioni di euro

CHIETI. La società che gestisce le mense scolastiche vince il ricorso al Consiglio di Stato contro il Comune di Chieti e potrà quindi continuare a gestire il servizio di refezione nei circa trenta plessi dell’infanzia, nelle primarie e secondarie di primo grado. I giudici hanno accolto l’appello presentato dalla Ladisa e, di conseguenza, hanno riammesso il colosso della ristorazione di Bari alla gara da quasi 5 milioni di euro. Inoltre, per effetto dell’esclusione della prima classificata (Consorzio appalti Italia) e della conferma dell’esclusione della seconda (Compass group), la Ladisa, arrivata al terzo posto, potrà continuare a preparare i pasti negli istituti teatini alle condizioni previste dall’avviso pubblico del 2020.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza pubblicata lunedì (presidente Michele Corradino, consiglieri Pierfrancesco Ungari, Paolo Carpentieri, Ezio Fedullo e Stefania Santoleri in qualità di consigliere estensore), ha accolto la tesi della società Ladisa, rappresentata e difesa dagli avvocati Aldo Loiodice, Michelangelo Pinto e Pasquale Procacci, e messo fine a una battaglia giudiziaria andata avanti per anni tra provvedimenti impugnati e ricorsi incrociati delle ditte in gara.
In primo grado, infatti, il Tar di Pescara aveva bloccato l’appalto e successivamente, con la sentenza dello scorso gennaio, aveva azzerato l’intero vertice della graduatoria stilata dal Comune per assegnare il servizio in quanto le prime tre ditte (Consorzio appalti Italia, Compass group e Ladisa) avrebbero tutte commesso degli errori nella presentazione dell’offerta economica. Invece, in secondo grado, a seguito della disamina della documentazione presentata dalle aziende concorrenti, i giudici hanno ritenuto «non convincenti» le conclusioni del Tar e ribaltato il giudizio sulla base di situazioni fattuali diverse.
In particolare, nell’offerta economica presentata da Ladisa, si legge espressamente che la preparazione dei pasti, compresi i servizi di “sporzionatura” e “confezionamento” che sono «logicamente antecedenti alla fase del trasporto ed immediatamente conseguenziali alla preparazione dei pasti», è demandata alla società mandante Sh gestioni; mentre il trasporto, la somministrazione e l’approvvigionamento, oltre alla consegna e alla distribuzione, spettano alla capogruppo Ladisa. La documentazione è stata quindi considerata «completa», a differenza di quella di Compass i cui dati sono invece riportati in maniera aggregata anziché analitica e scorporata. Per questa ragione l’appello principale presentato da Ladisa è stato accolto, mentre è stato respinto il ricorso incidentale di Compass e confermata quindi l’esclusione di quest’ultima società dalla gara.
Quanto alle spese del doppio grado di giudizio, il Consiglio di Stato ha stabilito la compensazione tra le parti «tenuto conto della particolarità della fattispecie esaminata». Adesso spetterà all’amministrazione rendere esecutive le disposizioni dei giudici e rimettere ordine nell’appalto.
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