Consorzio Bonifica, casse vuote Ma spuntano 10 milioni di crediti

16 Aprile 2021

L’ente non ha più i soldi per assicurare il servizio di irrigazione dei campi e la gestione dei depuratori Via alle azioni legali per recuperare le somme mai pagate da Comune e Aca, Costanzi: caso incredibile

CHIETI. Più di 10 milioni di crediti. Il Consorzio di Bonifica Centro passa all’incasso nei confronti del Comune di Chieti, dell’Aca e dell’Ato. E partono le azioni legali per recuperare i soldi mai pagati. «È un’incredibile vicenda», ammette Paolo Costanzi, il commissario nominato dalla Regione Abruzzo per rimettere ordine nei conti disastrati del Consorzio di Bonifica. L’ente vanta crediti milionari ma ha le casse vuote e non ha più i fondi per portare avanti le attività ordinarie, saldare gli stipendi ai dipendenti e pagare i fornitori in tempo. Le attività sono a rischio, a partire dall’irrigazione per l’agricoltura: «La rete per il 70% è obsoleta», spiega Costanzi, «spesso realizzata con condutture di cemento che subisce danni e provoca dispersioni. Gli interventi per le riparazioni sono svolti dai dipendenti del Consorzio e da imprese esterne in caso di specifiche competenze. Ovviamente», sottolinea il commissario, «questi interventi generano costi».
Una relazione di Costanzi mette in colonna i grandi numeri che gravano sul Consorzio: da una parte ci sono le spese che l’ente deve affrontare per assicurare i servizi, cioè l’irrigazione (1,2 milioni all’anno per le manutenzioni e altri 2 per il funzionamento delle pompe), la gestione dei tre depuratori chietini e dei collettori rivieraschi di Montesilvano (2,5 milioni), il trattamento del percolato alla discarica di Casoni a Chieti e altre attività ecologiche (3,2 milioni). A pagare le fatture del Consorzio per queste attività svolte – e questa è la colonna delle entrate – dovrebbero essere Comune, Aca e Ato. «Tuttavia», spiega Costanzi, «allo stato il Consorzio ha difficoltà finanziarie relative al pagamento dei fornitori e, quindi, si generano ritardi per effettuare gli interventi. La motivazione risiede nell’incredibile vicenda relativa ai ricavi derivanti dalla depurazione e dalla gestione dei collettori rivieraschi. In Consorzio», osserva il commissario, «a fronte dei costi certi che sostiene per il funzionamento dei depuratori e dei collettori, peraltro servizi essenziali che non possono essere interrotti pena responsabilità penali, non vede riconosciuto, per la depurazione, il pagamento di quanto dovuto dal Comune di Chieti, fino ad aprile 2019, e dall’Aca dal 2018 in solido con il Comune di Chieti. Inoltre, non riceve il pagamento delle prestazioni per la manutenzione dei collettori rivieraschi che effettua in luogo dell’Aca in virtù di un vigente contratto». Costanzi fa il totale degli importi che aspetta: «Per le attività indifferibili che il Consorzio deve svolgere il totale dei crediti ammonta a oltre 10 milioni». Il commissario non ha scelta: via alle cause.
Il Comune ha un buco di 2.780.892 euro; poi ci sono altri 6.052.374 euro di debiti in solido da Aca e Comune, già al centro di azioni legali; poi ci sono 2.781.034,44 euro e altri 1.176.948 richiesti all’Aca per i collettori di Montesilvano. «Ovviamente», sottolinea Costanzi, «gli importi verranno aggiornati in esito alle verifiche e alla maturazione degli interessi legali con evidenti profili di responsabilità».
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