Consorzio, Ruffini se ne va

22 Aprile 2017

Il commissario del dopo-bufera va in pensione. Il depuratore è ripartito

CHIETI. «Il mio incarico da commissario al Consorzio di bonifica Centro è iniziato il 15 febbraio e cessa oggi». Nel giorno in cui il suo nome spunta tra gli indagati della nuova inchiesta sull’ex Cofa, Claudio Ruffini annuncia di aver lasciato l’incarico al vertice dell’ente di bonifica. L’ex braccio destro di Luciano D’Alfonso (anche lui tra gli indagati) ha annunciato di lasciare il Consorzio ieri in un incontro con la stampa, i dipendenti e i rappresentanti di Cia e Coldiretti. «L’incarico, della durata di 90 giorni», ha detto con accanto il nuovo direttore Stefano Tenaglia e Cesare Garofalo, «aveva come scopo quello di indire le elezioni. Cosa che ho fatto e si sarebbe dovuto votare il 2 aprile se ex consiglieri del Consorzio non avessero impugnato l’atto. Il Tar ha concesso la sospensiva e a luglio si esprimerà nel merito del ricorso». Ruffini dovrebbe essere sostituito alla guida dell’ente dall’avvocato di Scafa Luciana Di Pierdomenico. Il Consorzio, che ha competenza su 79 Comuni (27 del Chietino, 40 del Pescarese e 9 del Teramano) e dà lavoro a 82 dipendenti, è stato commissariato a seguito dell’inchiesta giudiziaria che ne ha decapitato i vertici, a cominciare dall’ex presidente Roberto Roberti. Coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, l’indagine ha accusato i vertici della struttura di sversamento di liquami nel fiume Pescara. L’inchiesta bloccò anche le attività del depuratore consortile (con la sola eccezione di quelle relative agli scarichi fognanti di Chieti). Il contestuale ritiro dell’autorizzazione regionale (Aia) ha arrecato una previsione di minori entrate di oltre 4 milioni di euro, vale a dire circa il 50% del bilancio consortile. Ruffini ha cercato di compensare la perdita riducendo i costi di gestione. «Siamo riusciti a tagliare una cifra che va dal milione al milione e mezzo di euro», ha detto, «tramite una gestione diretta della riscossione della contribuenza, l’istituzione dell’ufficio per il recupero della morosità, il nuovo regolamento per le autorizzazioni agli allacci e il taglio delle spese per il personale. Abbiamo dovuto aumentare la contribuenza, ma in maniera molto contenuta: non più del 10%». Tra le 140 delibere adottate dal commissario ci sono anche quelle sui 20 milioni di lavori già finanziati e la partecipazione al bando ministeriale per altri 20 milioni per sostituire le attuali tubazioni in cemento-amianto con una rete in polietilene. Quanto ai contenziosi, l’ente è in trattativa con l’Aca per riavere circa 6 milioni di euro e ha chiesto al Comune di Chieti 2.300.000 euro per la depurazione.

Ruffini ha voluto in questo modo rassicurare circa il futuro del Consorzio. Soprattutto alla luce del fatto che la Regione ha appena revocato la sospensione delle autorizzazioni al depuratore. «Siamo ripartiti anche se solo con una piccola quantità», conferma, «andremo comunque avanti grazie a controlli molto più stringenti».

Mauro Di Zio e Nicola Sichetti per Cia e Mauro Pedrengo per Coldiretti hanno chiuso l’incontro augurandosi di poter mantenere lo stesso dialogo avuto con Ruffini anche con il suo sostituto.