Contagi da vaiolo delle scimmie: c’è un piano contro l’emergenza

6 Agosto 2022

Isolamento e tracciamento dei contatti: così si punta a evitare un aumento delle positività al virus La ragazza pescarese sta bene. Il professor Vecchiet: «L’attenzione è alta, ma non c’è un allarme»

CHIETI . Il piano per fronteggiare i contagi da vaiolo delle scimmie è pronto. Per questo motivo il primo caso registrato a Chieti del nuovo virus che spaventa l’Italia intera, e non solo, fa salire l’attenzione ma al momento non preoccupa. E non sembrano esserci particolari problemi nemmeno per la 31enne del Pescarese che è stata ricoverata nel reparto di Malattie infettive diretto dal professor Jacopo Vecchiet. Sarà importante l’attività di tracciamento dei suoi contatti per scongiurare la possibilità che si presentino altri casi.
IL PIANO
Gli oltre due anni di pandemia causati dal Covid hanno collaudato la macchina sanitaria per fronteggiare questo tipo di situazioni, in particolare per quel che riguarda la ricostruzione della rete dei contatti del malato. «Come la chiave di lettura per il Covid è stato il tracciamento sul territorio, anche in tale caso quell’esperienza deve essere riportata a pieno», commenta il professor Vecchiet. «È ovvio che quanto prima si riesce a fare la diagnosi e individuare i potenziali contatti a rischio, quanto più è possibile contenere focolai».
L’OSPEDALE PRONTO
L’ospedale di Chieti era già pronto a fronteggiare l’eventuale presenza di casi di vaiolo delle scimmie anche grazie all’attività istituzionale della Regione, che «ha fatto girare documenti, circolari su tutte le informazioni utili», aggiunge il primario di Malattie infettive. «Quando l’altro giorno si è presentato quel caso, noi sapevamo già cosa fare. E ciò rappresenta un altro elemento di garanzia rispetto alla diffusione di una malattia. C’era già un piano, l’assessorato ha dato ampie indicazioni e non ci si è fatti trovare impreparati».
La diffusione
Altro motivo che per il momento fa stare tranquilli i medici è la modalità di contagio. «La clinica non rende il virus tra quelli a maggiore diffusione. Paradossalmente è più pericolosa l’influenza da questo punto di vista perché si diffonde per via aerea», sottolinea Vecchiet. L’attenzione, comunque, resta alta tanto che la ragazza 31enne è stata ricoverata in una stanza a pressione negativa e «il personale usa tutte le precauzioni necessarie». La medicina ha a che fare con un virus di cui si conoscono le caratteristiche e per il quale si è in grado di fare una diagnosi, di conseguenza arrivare a isolare un paziente diventa meno complicato. «Si pensi, invece, ai danni che ha causato il Covid nella fase di sua non conoscenza», riflette l’esperto.
L’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
Nel frattempo si sta procedendo con un’indagine epidemiologica per l’attività di tracciamento. «C’è una circolare che prevede le nuove modalità di individuazione dei casi infetti da vaiolo delle scimmie», spiega il direttore del dipartimento prevenzione della Asl, Giuseppe Torzi. «Tra un paio di giorni avremo il quadro della situazione delineato».
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