Contagi in Medicina Riunione d’urgenza vertici Asl-reparto

16 Aprile 2021

LANCIANO. C’è il direttore sanitario Asl Angelo Muraglia questa mattina a Lanciano per capire cosa accade nel reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti dopo i nuovi contagi - 3 pazienti - che hanno...

LANCIANO. C’è il direttore sanitario Asl Angelo Muraglia questa mattina a Lanciano per capire cosa accade nel reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti dopo i nuovi contagi - 3 pazienti - che hanno portato all’ennesima chiusura del reparto, riaperto il 1° aprile scorso. Tornano leggermente a salire i casi in città, 151, e c’è purtroppo un nuovo decesso: F.G.L., 92 anni. Le vittime Covid sono ora 69. Resta il problema dei vaccini, con lamentele sia per le telefonate di convocazione lampo, che per la mancata apertura del palaMasciangelo che era prevista in questi giorni.
DECESSO Ancora lutti in questo mese terribile per la città: ha perso la battaglia col Covid F.G.L., 92 anni. E’ la 69ª vittima in questa seconda ondata e la 15ª dal 1° aprile. Si continua con il tragico ritmo di un decesso al giorno.
OSPEDALE Ha convocato una riunione d’urgenza il direttore sanitario Asl Angelo Muraglia, con il primario della Medicina Ermanno Angelucci e la direzione medica di presidio per capire cosa accade nel reparto, verificare se ci sono falle nel sistema visto che l’unità è stata di nuovo chiusa per la positività di tre pazienti, già trasferiti. La questione è delicata visto che è la 5ª volta che l’unità chiude per un focolaio Covid e soprattutto perché aveva appena riaperto. L’ultima infezione è scoppiata il 23 marzo e ha visto ben 16 positivi, 11 pazienti (5 con più patologie deceduti) e 5 sanitari. Prima ancora l’unità è stata chiusa il 22 febbraio per un paio di casi, e due settimane a dicembre per 9 positivi. E nella prima ondata la Medicina ha visto la maggior parte dei contagi del focolaio Renzetti e ben 9 decessi sugli 11 del presidio. Capitolo contagi: in città sono in leggero aumento, con 9 positivi i casi salgono a 151.
VACCINI Ci sono alcune lamentele per le chiamate della Asl fatte con telefonate-lampo: pochi squilli, non si riesce a rispondere. «Non è possibile», sbotta Vincenzo, «io e mia moglie, 74 anni con patologie, non riusciamo a rispondere alla chiamata Asl. La prima volta ci siamo detti: non abbiamo sentito. Invece le altre volte abbiamo sentito eccome: ma neanche il tempo di prendere il telefono che finivano. E non è che poco dopo ne arriva un’altra: bisogna attendere i giorni successivi. Non puoi neanche richiamare. Ma si rendono conto che hanno a che fare con anziani, che magari hanno difficoltà a rispondere al secondo squillo?».
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