Contagiati in aumento: ora sono dieci

Sono 70 i residenti in quarantena. Il sindaco Castiglione sempre più preoccupato: «C’è un focolaio, restate a casa»
ORTONA. Aumentano i casi di contagio in città e i numeri diventano in doppia cifra. Il nuovo aggiornamento del Comune di Ortona reso noto nella mattinata di ieri parla di dieci persone risultate positive al test del coronavirus e settanta persone in quarantena obbligatoria. Dati preoccupanti, che allarmano, e che come ha dichiarato il sindaco Leo Castiglione testimoniano «la presenza di un focolaio».
L’appello del primo cittadino è a rimanere in casa, ma purtroppo non sempre l’invito viene recepito. «Nonostante le ripetute raccomandazioni alle modalità di comportamento individuali, molti di noi stanno sottovalutando l’emergenza che sta vivendo la nostra comunità», diceva il sindaco non più tardi di qualche giorno fa in un videomessaggio pubblicato sulla pagina Facebook del Comune di Ortona.
Dopo le ultime disposizioni arrivate dal governo che hanno di fatto blindato l’Italia, dall’ente ortonese rimarcano che i provvedimenti presi da Castiglione qualche ora prima sono ancor più stringenti: «L’ordinanza firmata dal sindaco contiene misure più restrittive rispetto al decreto dell’11 marzo 2020 vista la particolare situazione sul territorio ortonese. Ha validità fino al 3 aprile su tutto il territorio comunale».
In questi giorni le forze dell’ordine stanno procedendo ad effettuare controlli lungo le strade per verificare il rispetto delle regole. Ricordiamo che tra le varie disposizioni che interessano l’ordinanza sindacale, sono state sospese tutte le attività commerciali al dettaglio ovvero gli esercizi di vicinato e quelli nell’ambito della media e grande distribuzione che non vendono beni di prima necessità, negozi (settore non alimentare) e pubblici esercizi-ristorazione (somministrazione di alimenti e bevande); sono stati chiusi al pubblico tutti i parchi, giardini e aree verdi comunali dotati di servizio di apertura e chiusura e quindi con recinzioni e cancelli di accesso nonché il Castello Aragonese; sono stati chiusi al pubblico i cimiteri comunali.
«Cerchiamo di rimanere il più possibile in casa», continua a ripetere il primo cittadino ortonese appellandosi al senso di responsabilità della popolazione e rimarcando come la situazione sia sempre più «seria e preoccupante». E ancora: «Al di là dei decreti e delle ordinanze, ognuno di noi dovrebbe prendere coscienza dello stato di emergenza che stiamo vivendo. Ringrazio tutti quelli che stanno collaborando per contrastare la diffusione del virus».
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