Conte arriva a Chieti: sosta in prefettura

Il presidente del consiglio, in viaggio verso Roma, si ferma al palazzo del governo teatino per una videoconferenza
CHIETI. Sono passate le undici del mattino quando il premier Giuseppe Conte, a sorpresa, arriva a Chieti. Non è una visita programmata, né c’entra l’emergenza coronavirus che confina l’Abruzzo in zona arancione, un unicum a livello nazionale. La presenza di forze dell’ordine, massiccia ma discreta, nel cuore del centro storico, è il chiaro segnale dell’arrivo di un’alta personalità dello Stato. Una volante della polizia è parcheggiata in piazza Valignani, vicino alla fontana, mentre agenti e carabinieri in borghese presidiano sia corso Marrucino che piazza Umberto I, dove si trova uno degli ingressi della Prefettura.
Il portone in legno del palazzo del governo si spalanca per consentire l’accesso della Volkswagen Passat grigia del premier, una berlina con i vetri oscurati, scortata da altre tre auto. L’ultimo passaggio di un premier in città risale all’ottobre del 2016, quando Matteo Renzi visitò l’azienda Walter Tosto, in via Piaggio, allo Scalo.
La comunicazione della sosta a Chieti di Conte, in viaggio verso Roma, è giunta non più di un’ora prima del suo arrivo. Ma la macchina organizzativa e quella della sicurezza funzionano alla perfezione. Tutto si svolge lontano da taccuini e telecamere. E le bocche in prefettura restano cucite. Ma è possibile svelare il motivo della visita spulciando l’agenda di Conte. Già, perché domenica pomeriggio la presidenza del Consiglio aveva annunciato l’intervento in videoconferenza del premier all’inaugurazione del Data center Modena innovation hub, il nuovo cuore tecnologico della città emiliana. Così Conte, nel tragitto verso la Capitale, ha deciso di fermarsi nella prefettura teatina per effettuare il collegamento “a distanza”.
L’intervento, trasmesso in diretta web e poi pubblicato sul sito internet del governo, dura quasi 23 minuti: il premier parla dalla stanza del prefetto Armando Forgione. «Siamo stati costretti a tenere a casa molti dei nostri ragazzi», dice il presidente del consiglio, riferendosi all’assenza degli studenti in classe a causa dell’emergenza coronavirus. «La Dad (didattica a distanza; ndr) presuppone una parità di accesso allo strumento informatico ma siamo consapevoli che per molte famiglie la connessione, se non gli strumenti, non sono a disposizione. E non si può nell’arco di qualche mese eliminare il digital divide. Ecco perché lavorare per una rete unica, perché le tecnologie siano accessibili a tutti è un obiettivo politico di lunga durata».
Al termine della videoconferenza, Conte – accompagnato dal prefetto, dal questore Annino Gargano e dai comandanti provinciali di carabinieri e finanza, Alceo Greco e Serafino Fiore – si avvia verso l’uscita del palazzo del governo.
Alle 12.45, dopo poco più di un’ora dall’arrivo in città del presidente del consiglio, il portone della prefettura si spalanca di nuovo. La Volkswagen del premier lascia piazza Umberto I, sbuca in corso Marrucino e, insieme alle auto della scorta, corre verso l’autostrada.
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