Contestata l’intitolazione a Foibe e Shoah

Atessa. Forza Nuova contraria, l’Anpi diserta la cerimonia. E sulla targa spunta anche un errore
ATESSA. Non si attenuano le polemiche sulla titolazione di un largo ai martiri delle Foibe e della Shoah. Oltre a quelle politiche e ideologiche, altre si sono aggiunte poiché sulla lapide è stata sbagliata la dicitura: “Shoa” al posto del corretto “Shoah”. «Il sindaco Nicola Cicchitti», sostiene Forza Nuova, «ha impiegato più di cinque anni per intitolare un luogo pubblico ai martiri delle Foibe, dopo l’impegno affidatogli dal consiglio comunale l’11 marzo 2011, che approvò una mozione del nostro consigliere Luigi Marcolongo. Per una palese ripicca ha voluto aggiungerci i morti ebrei, malgrado il dissenso proveniente da più parti, FN, consiglieri di maggioranza e opposizione, Comitato nazionale 10 febbraio. Il sindaco è andato dritto per la sua strada e, alla fine, è inciampato su una h». La doppia titolazione ha scontentato tutti. «Confermiamo la nostra contrarietà alla doppia intitolazione del luogo, ritenendo i due fatti storici completamente diversi. Lo stesso Comitato 10 febbraio manifestò al sindaco l’inopportunità di tale scelta», affermano da FN.
L’Anpi di Atessa non ha proprio partecipato alla cerimonia della vittoria, lo scorso 4 novembre. «Non potevamo condividere la scelta di intitolare una strada alle vittime della Shoah e delle Foibe, che consideriamo un errore sia dal punto di vista storico che umano», afferma la presidente Concetta Menna, «mettere sullo stesso piano perseguitati e persecutori offende quelli che hanno combattuto contro il nazifascismo, tra cui anche molti atessani. L’Anpi, inoltre, non sfilerà mai insieme con coloro che si rifanno a ideologie fasciste e con chi ha fatto del proprio razzismo una bandiera da sventolare tutte le sere davanti al centro di accoglienza di Atessa». Altra polemica è sorta su uno striscione (“Non passa lo straniero”) esposto durante la cerimonia dal comitato Atessa agli atessani, che si batte per la chiusura del centro di accoglienza degli immigrati nell’ex albergo Il Mulino. «Non posso non rilevare», replica Cicchitti, «che la locale sezione di FN, nascosta dietro al comitato Atessa agli atessani, si è finalmente tolta la maschera. Lo striscione esposto durante la cerimonia del 4 novembre era esibito, infatti, solo da esponenti di Forza Nuova. La presidente della sezione Anpi», continua il sindaco, « dimostra, con il suo dissenso alla doppia intitolazione, di essere rimasta a una cultura politico-ideologica ferma al 1944-45; allo stesso modo gli esponenti di FN dimostrano di non essersi accorti che i tempi sono cambiati. La doppia titolazione», conclude Cicchitti, «è stata autorizzata dal prefetto di Chieti, sentito il parere favorevole della deputazione di Storia Patria negli Abruzzi».
Matteo Del Nobile
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