Conti in rosso, piano del Comune: «Così vogliamo evitare il dissesto»

9 Febbraio 2022

Il sindaco assicura: «Siamo al lavoro per trovare un accordo sul debito di oltre quattro milioni di euro La colpa è di chi ci ha preceduto. Ma la transazione scongiurerà una pesante condanna in tribunale»

CHIETI. Di fronte ai nuovi debiti che potrebbero portare in dissesto il Comune, l’amministrazione comunale assicura che c’è ancora margine di lavoro per evitare il default. «In nome di responsabilità e trasparenza, abbiamo chiarito alla città sin dal primo momento», dice il sindaco Diego Ferrara, «che l’azione che questa amministrazione avrebbe condotto per risanare i conti dell’ente non sarebbe stata semplice, né agevole, considerata la situazione in cui versava e l’esigenza di ricostruire la dimensione globale e, per molti versi, inesplorata, dell’esposizione economica e finanziaria del Comune, maturata negli anni». Il nuovo debito da 4.250.000 più Iva con l’ex gestore del servizio di nettezza urbana, un consorzio di cui fa parte anche l’attuale gestore Formula Ambiente, è saltato fuori con una diffida arrivata a luglio scorso e con una proposta di transazione – che ha ridotto notevolmente il debito agli attuali 4 milioni – nota agli uffici finanziari solo il 20 gennaio scorso. Visto che la transazione deve essere ancora formalizzata, il dirigente del settore finanziario Franco Rispoli ha avvertito che il Comune non ha i soldi per onorare il debito.
«Le somme di cui si tratta», spiega il sindaco, «sono alla base di una pre-intesa fra Comune e Formula Ambiente, che non è ancora ufficiale perché non si è ancora perfezionata». Il termine per formalizzare la transazione è quello del 28 febbraio. «L’accordo», continua il sindaco, «è finalizzato a evitare una possibile azione in sede giudiziaria, che avrebbe un ammontare di gran lunga superiore all’importo convenuto e di cui siamo venuti a conoscenza grazie all’assessore agli affari legali, che ha prontamente informato gli uffici finanziari, presupponendo che il passato dirigente avesse condiviso con il collega il contenuto della transazione sotto il profilo della copertura finanziaria. Così non è accaduto e ce ne rammarichiamo. Adesso siamo al lavoro per arrivare a una soluzione transattiva che possa evitare un’azione giudiziaria e ci sono le ragioni per credere che anche tale situazione possa andare a buon fine. Una certezza che ci deriva dal fatto che a differenza di chi oggi allarma e grida, noi non attendiamo che l’inefficacia dell’azione politica produca sentenze di condanna, ma cerchiamo di prevenire l’insorgere di esposizioni debitorie che potrebbero paralizzare l’ente, perché Chieti merita un futuro diverso dal dissesto e ha diritto a una guida che non metta la polvere sotto il tappeto».
Il riferimento è non solo al capogruppo di Forza Chieti, Maurizio Costa – che in consiglio comunale aveva avvertito che c’era un mega debito con Formula Ambiente parlando di 16 milioni di euro che la transazione ha ridotto a poco più di 4 – ma all’intera amministrazione precedente, di cui Costa faceva parte seppure, alla fine, in maniera molto critica, tanto è vero che alle elezioni comunali il consigliere non ha appoggiato il resto del centrodestra, preferendo la strada di un raggruppamento civico. «Dovremmo persino ringraziare il consigliere Costa», dice ancora il sindaco, «che pur nell’intento di mettere in cattiva luce il nostro operato, di fatto sta dando alla città l’esatta dimensione di ciò che abbiamo trovato e che stiamo ancora trovando, ma di cui non siamo responsabili, visto che si tratta di mancati pagamenti e interessi maturati fra il 2015 e il 2017. Un quadro di cui il consigliere farebbe bene a non andare fiero, né a procurare allarme a una città che ha già vissuto un drammatico dissesto nella sua storia recente e deve girare pagina».
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