Continua l’erosione della costa «Ci vuole un intervento serio»

Pompilio (Il Gufo): ho il mare fin sotto le prime file di ombrelloni in un’area già ridotta di 2mila metri La sistemazione di altre scogliere sui fondali tra le due barriere emerse non ha dato i risultati sperati
ORTONA. Erosione della costa: la zona di Lido Riccio chiede nuovi interventi per evitare ulteriori danni alle strutture balneari e fuga di bagnanti e turisti, alcuni dei quali stanno usufruendo delle palme delle prime file dopo avere impegnato spese importanti con gli abbonamenti stagionali. Ne sa qualcosa Fabrizio Pompilio, titolare dello stabilimento “Il Gufo” che ha visto quasi cancellata la prima fila di palme della sua struttura.
Certo, il problema è complesso e risale a molti anni fa, ma al momento se qualcosa è stato risolto è soltanto in alcune aree della fascia costiera a nord di Ortona. In tanti ricordano l’erosione al Lido Maristella, con una lotta durata anni per ottenere due interventi di ripascimento delle scogliere con la spiaggia che oggi è quasi rinata. Ma scendendo verso sud, le mareggiate hanno risucchiato gran parte della costa. Al lido Il Gufo, ad esempio da tre anni c’è stata la riduzione di 2mila metri quadrati di spiaggia dello stabilimento su un fronte di venti metri. Sono stati collocati altri massi nella zona di mare prospiciente non per rinforzare le barriere esistenti ma per crearne altre sommerse ma l’esorsione non si è fermata. Anzi.
«Tra noi e il lido di Di Bartolomeo», spiega Fabrizio Pompilio, «c’è un canale di cemento per far confluire le acque da terra a mare: in due-tre anni è stato sempre in acqua, ma quest’anno a giugno è stato demolito: avevamo da 15 a 20 metri di sabbia che adesso non abbiamo più. Ho circa 100 ombrelloni non messi e 20 capanni, con una potenzialità ormai ridottissima. Da una settimana, poi, il mare “mangia” anche i capanni in prima fila che stanno sistematicamente in acqua, nonostante ci siano clienti che hanno pagato l’abbonamento: in tanti, vista la situazione, sono andati via. Già ho pochi ombrelloni, ma così è la fine. C’è il rischio che queste strutture cadano. Le istituzioni intervengano. Qui ci vuole uno studio serio, altrimenti si rischia che gli stabilimenti storici vadano a scomparire visto che hanno ormai una potenzialità inferiore rispetto agli altri». (r.o.)
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