Contrade, via al piano di rilancio: servizi, strade sicure e spazi sociali

15 Gennaio 2022

Presentato al sindaco un progetto operativo in grado di sfruttare anche le risorse previste dal Pnrr Di Diego: zone trascurate per tanti anni, è ora di cambiare. Bomba: ma finora non se n’è discusso

LANCIANO. Sono state determinanti per spingere alla vittoria il centrodestra riunito sotto il nome di Filippo Paolini. A tre mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, per le contrade è tempo di passare dalle parole ai fatti. L’isolamento dal centro città e la mancanza di servizi essenziali non sono più tollerabili da parte dei residenti della periferia, che si sono sentiti trascurati dalla precedente amministrazione.
«In questi ultimi anni gli amministratori di centrosinistra hanno trascurato, se non abbandonato dalla programmazione politica, la vita sociale ed economica della periferia», sostiene il consigliere di maggioranza, Enzo Di Diego (Forza Italia, Udc, Autonomi e Partite Iva), espressione del gruppo “Salviamo Lanciano” che rappresenta le contrade a nord-ovest della città, Madonna del Carmine, Sant’Amato, Nasuti, Costa di Chieti, «questo ha favorito l’allontanamento dei giovani dalla città e soprattutto dalle contrade, con un conseguente innalzamento della vita media dei suoi abitanti. Non ridando vita alla periferia ci troveremo contrade piene di case disabitate che aumenteranno ancora di più il degrado di queste zone. L’area nord è la più penalizzata, ma anche nell’area sud ci sono contrade isolate», rimarca Di Diego, «è più facile andare fuori comune che raggiungere il centro di Lanciano, per non parlare della mancanza di servizi essenziali: reti fognarie, illuminazione pubblica che alterna tratti illuminati e tratti non, trasporto pubblico che non si integra con altri servizi».
Per questo, ai primi di dicembre, è stato presentato al sindaco Filippo Paolini, che tra le deleghe di giunta ha inserito quella alle contrade (affidata all’assessore Tonia Paolucci), un piano operativo per la periferia. «Nel passaggio dal programma elettorale al piano di governo, ho chiesto di inserire una serie di attività», spiega il consigliere, «partendo anzitutto dalla ricognizione dello stato di fatto per capire gli interventi necessari e, da lì, iniziare a sfruttare anche le risorse del Pnrr. Se Lanciano non riesce ad integrare la sua periferia, non potrà mai tornare ad avere un ruolo guida per il comprensorio».
La programmazione per la periferia prevede un piano urbanistico particolareggiato per ogni contrada; l’apertura permanente di un ufficio tecnico; la ricognizione e realizzazione dei servizi essenziali mancanti, tra cui la messa in sicurezza della viabilità, la manutenzione delle strade poderali e l’ampliamento dei servizi di sviluppo delle attività agricole e artigianali, la segnaletica, la manutenzione e la realizzazione di spazi di aggregazione sociale e sportiva; un piano di sviluppo sul territorio per attività ricreative e sportive.
«Finora non c’è stato alcun segnale di apertura e di discussione nella maggioranza», nota Cesarino Bomba, ex amministratore ed esponente di “Salviamo Lanciano”, «con il voto abbiamo voluto rivendicare la nostra appartenenza alla città, non solo come residenti con identità politica di centrodestra, ma anche come identità economica, poiché di questa noncuranza soffrono anche le attività economiche. Il Comune deve viaggiare su progettualità vere. Non faremo sconti a nessuno, neanche a questa amministrazione che abbiamo appoggiato».
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