Controlli sulla qualità delle acque Navi e barriere speciali nel porto

Mezzi in azione fino alle piattaforme di Torino di Sangro e Casalbordino. Monitoraggio anche dell’aria Il comandante Varone: «Personale formato per attività antinquinamento ed esercitazioni periodiche»
VASTO . Il sistema portuale a Vasto rappresenta uno dei cardini su cui si basa lo sviluppo economico e sociale del territorio perché capace di produrre ricchezza e occupazione e di catalizzare investimenti su larga scala. È importante che al processo di sviluppo logistico ed economico, e al crescente uso del mare come via di comunicazione, si accompagni la tutela dell’ecosistema. Ministero dell’Ambiente e Comune hanno dotato il bacino di Punta Penna di strumenti e mezzi che consentono di coniugare tutela dell’ambiente e crescita del porto. Un ruolo fondamentale è quello dell’autorità marittima che vigila e sensibilizza le istituzioni e gli operatori del settore a perseguire sempre di più l’obiettivo di un sviluppo sostenibile.
LOTTA ALL’INQUINAMENTO
Punta Penna è uno dei pochi porti dell’Adriatico dotato di un sistema di panne galleggianti all’imboccatura del bacino, che in caso di emergenza vengono utilizzate immediatamente chiudendo il porto e confinando il materiale inquinante all’interno dello scalo portuale. Le panne sono state installate dal Comune e sono dotate di un motore che permette la rapida movimentazione. Attorno alle navi l’autorità marittima ha imposto la sistemazione di altre panne che in caso di sversamento di prodotti liquidi assorbono il materiale inquinante. Le procedure sono disciplinate dalla capitaneria di porto. «Chi movimenta le merci», spiega il comandante del Circomare di Punta Penna Stefano Varone, «ha personale che è stato formato per le attività antinquinamento. Nulla è lasciato al caso».
MERCI SICURE E CONTROLLI
A Punta Penna non vengono scaricate o caricate sostanze nocive che possono arrecare danno all’ambiente. Prodotti e merci sono facilmente circoscrivibili e recuperabili. A gestire i servizi antinquinamento è una società che, in caso di bisogno, interviene con propri uomini e mezzi. Anche il Circolo è dotato di fogli assorbenti antinquinamento da utilizzare all’occorrenza. «Ogni anno», fa sapere il comandante Varone, «una commissione preposta formata da autorità marittima, vigili del fuoco e provveditorato alle opere marittime compie accurate verifiche tecniche alle manichette di scarico per accertare la tenuta ed eventuali perdite. Spesso inoltre, sotto il coordinamento della capitaneria di porto di Ortona, vengono fatte esercitazioni antinquinamento».
IL MARE FUORI DAL BACINO
Pochi sanno che Punta Penna è uno dei pochi porti italiani a cui il ministero dell’Ambiente ha concesso la presenza di un mezzo navale per contrastare l’inquinamento del mare al largo. La nave vigila su tutta la fascia costiera e anche sulle piattaforme petrolifere al largo di Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto.
INQUINAMENTO DELL’ARIA
«Nell’area portuale non è monitorato solo il mare ma anche l’aria», sottolinea il comandante Varone, «vengono eseguiti costantemente controlli per verificare il tenore dello zolfo contenuto nel carburante delle navi e vengono eseguiti campionamenti per accertare che le navi usino carburante a basso tenore di zolfo. Il monitoraggio è continuo. Così facendo», conclude l’ufficiale, «si prevengono i problemi. La tutela del mare viene fatta anche fuori dal bacino compreso il tratto di mare antistante la riserva di Punta Aderci che, contrariamente a quanto si crede, non è un’area marina protetta».
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