Convocazione-bis del consiglio, l’opposizione diserta la riunione

6 Novembre 2022

Strascichi dalla seduta di venerdì con la maggioranza senza numero legale sulla vicenda Labbadia «Ennesimo boicottaggio sulla delibera dell’incarico al segretario. Il presidente Febo poi è di parte» 

CHIETI. Opposizione e maggioranza ai ferri corti al Comune di Chieti. Ieri mattina tutti i gruppi di minoranza - Lega, Fratelli d'Italia, Azione politica, Unione di centro, Forza Chieti, Chieti viva e lista Di Iorio sindaco - hanno disertato in blocco la conferenza capigruppo indetta per convocare la nuova seduta di consiglio comunale. Nella seduta di venerdì, infatti, la maggioranza senza numero legale non è riuscita a discutere la contestata delibera sui compiti del segretario generale Celestina Labbadia. Il sindaco Diego Ferrara stava cercando di far approvare la delibera - che proroga la convenzione con il Comune di Torrevecchia Teatina per la gestione in forma associata dell'ufficio di segretario comunale - già dalla seduta consiliare del 24 ottobre, quando parte della maggioranza, contraria alla proroga della convenzione, lo aveva costretto a ritirare la delibera. Il 24 ottobre Ferrara si era dunque ritrovato in minoranza, venerdì scorso, invece, a causa di un ritardo di un consigliere e dell'assenza di un intero gruppo consiliare (Liberi a sinistra con Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Valentina De Luca), è rimasto senza numero legale e dunque adesso sta cercando di nuovo di riportare la delibera in aula. Per questo motivo ieri si è riunita la conferenza capigruppo, una riunione contestata a spada tratta dalle minoranze, che infatti non si sono presentate, parlando di «ennesimo boicottaggio della maggioranza sulla tanto voluta delibera, relativa al segretario generale, a cui ha fatto seguito una serie di dichiarazioni pregne di puerili giustificazioni omettendo volutamente la valenza politica dell'assenza in aula di un intero gruppo consiliare che sostiene il sindaco». A parlare sono i capigruppo Mario Colantonio, Carla Di Biase, Serena Pompilio, Mario De Lio, Maurizio Costa, Giampiero Riccardo e Bruno Di Iorio. Questa volta l'attacco non è solo contro il sindaco, di cui tornano a chiedere le dimissioni, ma anche contro il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, «dimostratosi ancora una volta», dicono, «inadeguato a svolgere funzioni super partes». L'accusa è di aver convocato di notte una commissione capigruppo per la mattina successiva, «il tutto in spregio«, sottolineano, «al rispetto delle norme del regolamento comunale e delle più elementari regole democratiche poste a tutela di tutti i consiglieri, soprattutto quelli di minoranza, e di cui lo stesso continua a dare un'interpretazione partigiana con lo scopo di porre rimedio alle palesi mancanze istituzionali e politiche dell'intera amministrazione. La convocazione in termini così stretti è possibile solo per ragioni di urgenza che deve dipendere da fattori oggettivi e non dall'inerzia e dalla litigiosità della maggioranza. E deve comunque essere preceduta da un ufficio di presidenza che, inutile dire, non si è tenuto nel caso di specie. Come se ciò non bastasse la convocazione prevedeva che la capigruppo si tenesse in videoconferenza nonostante ciò non sia previsto dal regolamento appositamente varato e dopo che l'ipotesi era stata esclusa nel corso di una precedente riunione anche da alcuni gruppi di maggioranza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA