Cordoli alti e pozzanghere «Marciapiedi pericolosi»

20 Settembre 2019

Lanciano. Protestano i residenti di via Per Fossacesia con le opere in corso «Camminare è rischioso, è un saliscendi e l’acqua piovana entra nelle case»

LANCIANO. Avvallamenti, pozzanghere, cordoli troppo alti, e le parti a ridosso dei palazzi non impermeabilizzate. Sono i marciapiedi che il Comune sta facendo ultimare in via Per Fossacesia a sollevare le proteste dei residenti della strada di accesso a Lanciano. Tratti che si stavano sistemando dopo oltre 40anni di attesa, che invece per i residenti si stanno rivelando delle trappole. Proteste anche per gli alberi, messi dopo che le case erano state realizzate negli anni ‘70, che creano problemi, non vengono manutenuti tanto che i rami per evitare che entrino nelle case vengono tagliati dagli inquilini dei palazzi.
«Su questi marciapiedi non si può camminare», dicono in coro alcuni residenti della parte bassa, «quasi erano migliori quelli di prima dove c’erano delle buche che avevamo imparato ad evitare. Qui è tutto un saliscendi, è fatto a colline e valli e quando piove è un disastro: l’acqua non scivola, si creano pozzanghere. Non è stato messo un impermeabilizzante a contatto con i muri delle cantine dei palazzi che si continuano ad allagare. Abbiamo aspettato 40 anni, aspettavamo un altro anno ma per lavori fatti bene».
Condanna unanime per quello che definisco un rattoppo. «L’ha definito il Comune così», precisano degli anziani, «ma a noi non servono rattoppi. Oggi piove e ci stiamo allagando perché l’acqua non viene canalizzata verso la strada visto che non è stata creata la giusta pendenza. Altri guai li abbiamo per gli alberi. Sono stati piantumati nel 1975, le case già c’erano: hanno distrutto i marciapiedi, non vengono curati e dobbiamo tagliare noi i rami che entrano dalle finestre. Andrebbero sostituiti». «Siamo cittadini di serie B», sbotta un’altra residente, «i cordoli sono talmente alti che non riusciamo ad aprire gli sportelli delle auto. Al buio poi non si vedono gli avvallamenti». Con la pioggia la situazione peggiora, il pietrisco scivola via e un anziano con una pala cerca di sistemare la parte del marciapiede non ancora coperto. «C’è anche un palo di ferro marcio che non è stato tolto», fanno notare, «l’assessore Giacinto Verna è venuto a vedere i lavori e ci ha assicurato che rimedieranno, come?».
«Il marciapiede va interdetto», dice Pierluigi Vinciguerra, di Italia Nostra, «per evitare cadute e richieste di risarcimento danni al Comune. Si deve riaprire dopo la sistemazione, ossia livellamento, impermeabilizzazione, cordoli abbassati». Lavori previsti da Verna. «Questo è un piano manutenzione marciapiedi», precisa l’assessore, «non costruzione di nuovi marciapiedi altrimenti i 100.000 euro investiti bastavano a mala pena per uno, anziché per i 10 tratti di banchine previste. Anziché tappare solo i buchi abbiamo deciso di fare un lavoro più omogeneo per la sicurezza dei pedoni. Abbasseremo i cordoli e livelleremo la strada senza costi aggiuntivi. Abbiamo inoltre creato gli scivoli per disabili».
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