Cori ungheresi, concerti col gemellaggio

SAN SALVO. Oltre cento ungheresi provenienti dal XX quartiere di Làzaàr Vilmos di Budapest saranno ospitati dall’8 al 14 luglio dalle famiglie sansalvesi nell’ambito del gemellaggio avviato lo...
SAN SALVO. Oltre cento ungheresi provenienti dal XX quartiere di Làzaàr Vilmos di Budapest saranno ospitati dall’8 al 14 luglio dalle famiglie sansalvesi nell’ambito del gemellaggio avviato lo scorso anno con le attività del laboratorio dei Centri diurni anziani “Labrozzi” e Sparvieri”. Una delegazione composta da bambini e adulti per una serie di concerti corali che si terranno a San Salvo (12 luglio), Casalbordino (10) e Paglieta (11). Saranno presenti i cori Harmonia Gyermekkar (Armonia-coro di bimbi della scuola elementare di musica) e Bella Musica Noi Kar (coro di donne) con la direzione artistica della maestra Judit Czeroczki e accompagnamento al piano di Andrea Darvassy.
«Ciò che abbiamo realizzato», ha detto il sindaco Tiziana Magnacca, «non è un semplice gemellaggio, ma un incontro di amicizia tra due popoli europei per un ponte ideale che collega valori e culture seppur diverse, nel forte legame che solo la musica può creare annullando le barriere della lingua e che consente di realizzare in pienezza le politiche di invecchiamento attivo messo in campo dal Comune di San Salvo». Luigi Di Cocco, vicesindaco di Casalbordino, ha evidenziato la grande opportunità di scambiare esperienze musicali tra paesi diversi per legami anche più forti tra i comuni del territorio del Vastese, mentre il sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli, ha sottolineato come questo sia una iniziativa che va oltre la musica poiché si mette in primo piano la centralità e l’umanità nei rapporti tra le persone di mondi diversi.
«Questo gemellaggio Italia-Ungheria», ha commentato l’assessore alle politiche sociali Oliviero Faienza, «è l’immagine più visibile del lavoro svolto all’interno dei due Centri diurni anziani, e ringrazio i presidenti Antonio Santini (Centro Sparvieri) e Lidia Suero (Centro Labrozzi), per aver animato e riempito di contenuti questo progetto, e per la collaborazione ricevuta dai ragazzi della Casa famiglia Alidoro». Giuliana Trivilini, curatrice dell’iniziativa e coordinatrice dell’accoglienza, ha evidenziato l’intreccio di lingue e di età che seppur con pochi mezzi economici ma tanto lavoro ha permesso di realizzare una grande progettualità.
Serena Colecchia
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