Corsa a sindaco, per ora i candidati sicuri sono 4

Il M5S di Furia e la civica di Rulli pronti a sfidare le coalizioni di Marongiu e Paolini Troilo e Caporrella prendono tempo: attesa per la decisione se candidarsi o no
LANCIANO. Con l'appoggio unanime del centrodestra al candidato sindaco Filippo Paolini, si delinea finalmente il quadro delle prossime amministrative. Quattro, sicuramente, gli aspiranti sindaci. Il presidente del consiglio Leo Marongiu, 40 anni, per il centrosinistra e liste civiche; l’ex sindaco Paolini, 65 anni, per il centrodestra; l’ex dipendente delle Poste, Sergio Furia, 67 anni per il Movimento 5 stelle; il medico veterinario e funzionario Asl Ivaldo Rulli, 64 anni, con la lista civica Rilanciamo Lanciano.
«Non appoggeremo nessuno», anticipa il consigliere regionale 5 Stelle, Francesco Taglieri, «ci siamo confrontati con tutti, ma si è sempre parlato di persone e non di programmi, cosa che invece ci preme. Il nostro programma nasce dalle istanze dei cittadini ed è per loro uno strumento di garanzia, il candidato sindaco Furia ne è il garante».
Caustico Rulli: «Questo risultato», interviene sulla scelta del centrodestra, «è il risultato del fallimento di una negoziazione forzata. Il candidato non è nuovo e a lui va il merito di aver lasciato Lanciano al centrosinistra. Inoltre i partiti sono tutti l’uno contro l’altro. Non credo che questa coalizione vinca, ma nel malaugurato caso dovesse farlo sarà impossibile governare: Paolini sarà sotto ricatto dei partiti. Lanciano non merita questo. Da candidato sindaco andrò avanti da solo: non sono ricattabile, gli unici a cui devo rendere conto sono i cittadini».
Ancora da definire con il gruppo Libera scelta per un obiettivo comune il destino politico-amministrativo del candidato Alessandro Troilo: «Siamo per l’unione del centrodestra», spiega la presidente, Luciana Di Castelnuovo, «ma dobbiamo ancora incontrarci per capire cosa fare».
Della partita anche l’ex assessore provinciale Eugenio Caporrella, per il movimento Autonomi e Partite Iva che, tuttavia, deve ancora definire le prossime mosse.
Intanto Marongiu e Paolini scaldano i motori. Il primo punta tutto sull’idea di rinnovamento, pur restando nel solco della strada amministrativa tracciata in dieci anni di governo cittadino. Tesserato Pd, ma in grado di dialogare sia con i partiti della sinistra che con le liste civiche, Marongiu vanta una storica militanza politica fatta di circoli, manifestazioni di piazza, campagne elettorali e comizi, assieme a dieci anni di esperienza amministrativa sotto l’ala del sindaco Mario Pupillo. Come il suo principale competitor Paolini, Marongiu ha saputo attendere pazientemente l’appoggio unanime dei suoi, partendo dalla sfavorevole situazione di altri candidati in lizza (Giacinto Verna e Dora Bendotti) e un totale empasse sui metodi di scelta. Ma alla fine l’ha spuntata. Al suo fianco attualmente si contano 5 liste.
Moderato, ma con una spiccata propensione a destra (si ricorda una cena con il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore), per dieci anni primo cittadino (dal 2001 al 2011) con una larga maggioranza, avvocato, Paolini ha saputo convincere, in extremis, liste civiche e partiti. Tre gruppi e il partito di Fratelli d’Italia erano già dalla sua parte. Sabato mattina sono arrivati gli appoggi dei gruppi di Tonia Paolucci (Libertà in azione) e Fabrizio Bomba (Casartigiani) e nel pomeriggio dei partiti della destra in blocco: Lega, Forza Italia e Udc. Dalla sua quindi, almeno 7 liste, come nel 2006. A chi ironizza su un dejà vu Paolini replica: «Quello che conta è l’esperienza, mi hanno scelto per questo: a una persona senza patente non si fa guidare una macchina. Quanto al programma», aggiunge, «guarderò molto al futuro. Il mio approccio è sempre stato moderno. Noto invece che si fanno ancora inaugurazioni elettorali, come l’ultima di un ecobox. Queste cose si facevano 40 anni fa con la Dc. Ci possono essere persone adulte con idee giovani e giovani con idee vecchie».

