Corsa a sindaco, Trevisan si tira fuori: dico ancora no

17 Agosto 2019

La politica cerca candidati tra gli imprenditori, il patron neroverde chiude la porta «Sarei un cattivo amministratore e non voglio allungare la lista, resto nel calcio»

CHIETI. Il patron del Chieti, Giulio Trevisan, si chiama fuori dalla corsa a sindaco in vista delle elezioni comunali del 2020: «Sarei un pessimo politico e non voglio allungare la lista di cattivi politici», così scherza l’imprenditore alla guida della Comec e una passione per il calcio neroverde. Poi Trevisan annuncia: «Non ho alcuna intenzione di scendere in politica. Alle sollecitazioni rispondo così. Il mio lavoro e la gestione di una società di calcio riempiono già la mia vita e non c’è spazio per altro». È un discorso chiuso in partenza: «Anche in passato ho resistito e lo farò ancora», dice Trevisan. Il riferimento è a una vecchia storia che si perde all’indietro nel tempo: nel 1997, ai tempi del sindaco Nicola Cucullo, una parte del centrosinistra con in testa Giovanni Legnini, Luciano D’Alfonso e Gianni Melilla corteggiò Trevisan per convincerlo a candidarsi a sindaco ma lui rispose picche: al suo posto, si candidò all’ultimo minuto l’ex rettore Uberto Crescenti e perse. Finì 58,60% a Cucullo con Crescenti al 29,78%.
Mancano 9 mesi al ritorno al voto e la politica teatina cerca candidati per il dopo Di Primio, alla guida del Comune da quasi 10 anni: dopo due mandati, il sindaco Umberto Di Primio deve farsi da parte e ha annunciato che non si ricandiderà nemmeno da consigliere. E stavolta i candidati per il dopo Di Primio potrebbero essere proprio gli imprenditori: in un momento di incertezza, i partiti guardano sempre più fuori dal cerchio magico e i primi a essere contattati per valutare un interesse per il Comune sono proprio i titolari delle imprese. «Ma io», osserva Trevisan, «credo che un imprenditore debba fare l’imprenditore e che un politico debba fare il politico. Non mi sembra una gran cosa, tranne rari casi, quando un imprenditore decide di mettersi a fare politica così come non mi piace chi usa la carriera in Confindustria con l’obiettivo di entrare in politica». Trevisan chiude la busta? «Non c’è alcun interesse», assicura. La rosa dei candidati inizia a restringersi.
È ancora presto per dire come andrà a finire. Con la crisi del Comune appena risolta nonostante gli strascichi della polemica (vedi articolo in basso) e il clima vacanziero, le prime ipotesi sono: i costruttori Paolo Primavera e Paolo De Cesare, Daniele Giangiulli, a capo della Confartigianato Chieti-L’Aquila. Le parole d’ordine della politica, in un momento di avversione, sono società civile. E uno che potrebbe ottenere un appoggio bipartisan è Maurizio Formichetti, funzionario della prefettura e fiduciario della Rcs per il Giro d’Italia.