Corso, lavori antifrana più lunghi «Trovata una perdita d’acqua»

22 Giugno 2023

Le opere hanno richiesto ulteriore tempo: è subentrata la necessità del rifacimento dei sottoservizi Una situazione che avrebbe potuto causare altri smottamenti in una zona costruita su terra da riporto 

LANCIANO. Si sono rivelati più lunghi del previsto i lavori di messa in sicurezza dell'ultimo tratto di corso Trento e Trieste, interessato da una grossa voragine nell'agosto del 2018 a seguito di una pioggia torrenziale. Una volta avviato il cantiere e iniziato gli scavi, nei giorni scorsi, ci si è resi subito conto della presenza di una vistosa perdita di acqua da parte di una condotta idrica in acciaio. Una situazione che, visti i precedenti, rischiava di tramutarsi alla lunga in un nuovo smottamento sotterraneo, visto che l'intero complesso edilizio e il corso poggiano, storicamente, su terreno da riporto.
«In questo contesto», spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Paolo Bomba, «un aggravio di perdite d'acqua potrebbe accelerare il processo di smottamento. In accordo con la Sasi abbiamo quindi previsto il by pass della condotta e l'apposizione di un moderno tubo in polietilene». Nel corso dei lavori di sistemazione del tratto del Corso sottostante alcuni locali commerciali, nella zona conosciuta come ex Modernissimo, è stato possibile anche verificare lo stato dei luoghi a seguito dell'imponente intervento di ripristino della voragine che ha coinvolto un'area da sempre considerata fragile, proprio per la presenza di acque sotterranee difficili da incanalare. «Non ci sono stati nuovi smottamenti negli ultimi anni», spiega ancora Bomba, «al momento la zona potrà considerarsi sicura dopo che avremo risolto la situazione dei sottoservizi e dopo che, nei mesi scorsi, abbiamo ispezionato il cunicolo sottostante la zona tramite geologi e speleologi e verificato che non presenta rischi. Al di là delle polemiche e di chi crede che questo intervento sia solo un palliativo, stiamo inserendo la geo griglia proprio per una migliore tenuta di quel tratto visto che, in piazza D'Amico, con l'inserimento dello stesso tipo di griglia, i risultati si sono visti».
I costi in più rispetto a quanto destinato inizialmente, ovvero 56mila euro del fondo di riserva straordinario, saranno valutati in un secondo momento, ma, dichiara Bomba, «non ci si dovrebbe discostare di molto dall'importo iniziale visto che l'intervento ai sottoservizi è a carico della Sasi».
Nello stesso contesto sono stati anche ispezionati tutti i pozzetti di raccoglimento dell'acqua piovana e un tubo del gas superficiale è stato interrato con l'aiuto della società che gestisce la linea del gas in quel tratto. «Stiamo procedendo in maniera spedita», conclude Bomba, «contiamo di restituire l'area e di ripristinare il normale traffico veicolare in pochi giorni».
Intanto è previsto oggi un incontro in Regione per presentare uno studio di fattibilità per la messa in sicurezza delle aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico, con un intervento dal costo di per 12 milioni di euro.
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