Corso nuovo e con i mattoni rotti La ditta diserta, il Comune accusa

Venerdì è scaduto il tempo degli accordi bonari su una proposta di conciliazione per i vizi nell’opera L’assessore Bomba: inviata alla Corte dei Conti, che indaga, una nota sulle ultime inadempienze
LANCIANO. È scaduto venerdì il tempo degli accordi bonari tra il Comune di Lanciano e la ditta esecutrice dei lavori, la Edilizia e strade srl di Campobasso, riguardanti la nuova pavimentazione di corso Trento e Trieste e l'amministrazione Paolini passa alle vie di fatto. Dopo diversi incontri per decidere la soluzione che più si avvicinasse alle posizioni delle parti in causa per risolvere i numerosi vizi riscontrati sull'opera pubblica, monumentale sia per i costi (1.361.000 euro) che per l'impatto scenografico, l'amministrazione comunale aveva dato alla ditta un ultimatum per presentare una volta per tutte una risposta conciliativa alle istanze del Comune.
«Io stesso ho partecipato all'ultimo incontro con la ditta», spiega il sindaco Filippo Paolini, «e ho esplicitamente chiesto che ci venisse fornita una risposta, entro venerdì, da parte di un legale di fiducia. Non è più possibile fare ancora chiacchiere su chiacchiere, dobbiamo arrivare a una soluzione. Visto che la ditta si rende indisponibile al confronto e a fare la propria parte, adiremo le vie legali».
Nei giorni scorsi l'ufficio legale del Comune ha inviato una relazione alla Corte dei Conti che aveva aperto un fascicolo nel 2020 a seguito di alcuni esposti e le cui indagini vanno ancora avanti. «La Corte dei Conti sta conducendo un'indagine», interviene l'assessore ai lavori pubblici, Paolo Bomba, «sia sullo stato dell'opera, che a pochi giorni dalla riconsegna ha presentato vistosi e gravi problemi, sia sulle soluzioni intraprese per risolvere questi problemi. Come Comune abbiamo reso noto all'organo di controllo tutto ciò che è intercorso finora tra l'ente e la ditta che inizialmente si era mostrata disponibile a ripristinare la pavimentazione ammalorata e il fatto che abbiamo dovuto attendere le controdeduzioni dei tecnici di parte (dopo le relazioni del Ctu incaricato dal tribunale, l'ingegnere Sergio D'Intino e il Ctp incaricato dal Comune, l'ingegnere Antonio Montepara, ndc) e abbiamo fatto presente che manca, ad oggi, una proposta transattiva da parte della ditta esecutrice dei lavori». Per il sindaco Paolini non c'è più tempo da perdere: «Lunedì (domani per chi legge, ndc) partirà una lettera del nostro legale alla ditta».
Secondo la relazione del perito del tribunale la serie di vizi dell'opera, dalle mattonelle rotte sugli attraversamenti carrabili fino ai difetti del massetto e allo scollamento delle piastrelle su diverse zone della parte pedonale del Corso, comporterebbe alla spesa di 200mila euro di lavori per riparare le parti danneggiate, cifra giudicata insufficiente dal Comune che ha posto alcuni “paletti” su cui non si è disposti a derogare, tra cui il completo rifacimento degli attraversamenti carrabili con un altro materiale rispetto al gres.
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