Corso vietato alle biciclette, 12 associazioni in rivolta
LANCIANO. Non si rassegnano gli amanti delle due ruote lancianesi alla decisione dell’amministrazione comunale di vietare l’uso delle biciclette lungo corso Trento e Trieste. Secondo le nuove...
LANCIANO. Non si rassegnano gli amanti delle due ruote lancianesi alla decisione dell’amministrazione comunale di vietare l’uso delle biciclette lungo corso Trento e Trieste. Secondo le nuove disposizioni che saranno in vigore con l’installazione della segnaletica stradale, chi si trova a percorrere la strada pedonale con la bici deve scendere e condurre il mezzo a mano, pena una multa. Le associazioni LaVeNum, Fiab Pescarabici - sezione di Lanciano, Comitato Piedibus Lanciano, Laboratorio sociale Largo Tappia, Nuova atletica Lanciano, Legambiente Lanciani, Wwf zona frentana, Auser Lanciano, associazione L’Orda d’oro, società sportiva Us Lanciano, scuola di ciclismo Moreno Di Biase e movimento Friday for future Lanciano hanno scritto all’amministrazione comunale per modificare la recente ordinanza che, per i movimenti pro-due ruote, «alimenta un falso principio di separazione e una presunta contrapposizione fra due categorie (il pedone e il ciclista urbano) tra loro assimilabili e portatrici delle medesime istanze.
Vietare il corso alle bici», recita il documento, «è un pessimo segnale nei confronti della cittadinanza perché fa passare l’idea che tali mezzi siano un intralcio e un potenziale pericolo invece di rappresentare un formidabile strumento per risolvere i problemi di mobilità in città». La soluzione sarebbe quindi «consentire il transito, con le dovute limitazioni, su tutta l’area oppure solo lungo le strisce grigie (che per un caso fortuito sono presenti nella pavimentazione del Corso) soluzione questa che consentirà ai pedoni di sentirsi ancora più tranquilli, sapendo che le biciclette utilizzeranno proprio quelle zone». (d.d.l.)
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