Costruttori edili, prove di unione tra Chieti e Pescara

De Cesare: «C’è sintonia e organizziamo insieme i convegni ma da Roma si pensa a una sola struttura regionale»
CHIETI. Pro e contro del nuovo codice degli appalti. Se ne parlerà venerdì prossimo nella sede della Camera di commercio in piazza Vico grazie a un’iniziativa organizzata di concerto da Ance Chieti e Ance Pescara. Le due sezioni territoriali dell’Associazione del costruttori edili continuano a camminare insieme nell’organizzazione di molte iniziative a favore dei loro associati, ma non è ancora arrivato il momento di iniziare a parlare di fusione. Nonostante il perfetto accordo ribadito dal presidente Anche Chieti, Angelo De Cesare, e nonostante entrambe aderiscano al sistema confindustriale, che da oltre un anno ha varato Confindustria Chieti Pescara, per Ance Chieti e Ance Pescara non c’è matrimonio in vista.
«Le due sezioni Ance sono in perfetta sintonia», dice De Cesare, «come dimostra l’importante appuntamento organizzato sul nuovo codice degli appalti e un’altra iniziativa che stiamo varando, sempre di concerto, sul credito, ma occorre ribadire che, per ora, nessuna delle 105 sezioni provinciali dell’Ance si è fusa e che la struttura nazionale sta iniziando a ripensare il proprio assetto sul territorio, partendo però da una riorganizzazione regionale e non provinciale». E dunque, per il momento nessuna fusione, ma solo un lavorare insieme. Ed è così che venerdì prossimo il presidente De Cesare ospiterà il collega presidente pescarese, Marco Sciarra, nella sala Cascella della Camera di commercio, per fare la radiografia del nuovo codice degli appalti, in vigore dello scorso 20 aprile. L’approfondimento sarà fatto dal direttore Area legislazione opere pubbliche dell’Ance, Francesca Ottavi, e dall’avvocato e docente di diritto amministrativo all’università “Tor Vergata”, Nino Paolantonio, che ha origini teatine. Le conclusioni sono state affidate al senatore Vincenzo Gibiino, capogruppo FI nella Commissione lavori pubblici del Senato. «Abbiamo avvertito la necessità», continua il presidente De Cesare che è anche delegato nazionale Ance alla protezione civile, alla normativa emergenziale e ai lavori segretati, «di organizzare un momento di approfondimento sulla nuova normativa perché è cambiata moltissimo. E crediamo che questo incontro sia utile non solo per i nostri associati ma anche per i funzionari della pubblica amministrazione, anche loro come noi costretti a misurarsi con una serie di novità».
Il codice piace per alcuni aspetti e dispiace per altri. Ai costruttori piace il rafforzamento dei poteri dell’Anac, l’Autorità anti corruzione, sia sotto il profilo della regolarizzazione del settore sia sotto quello dei controlli. Il plauso al rafforzamento del principio di legalità va di pari passo con quello per la richiesta di una maggiore qualificazione degli operatori, dalle stazioni appaltanti, alle imprese e ai progettisti. Qualche perplessità è invece legata al fatto che il nuovo codice è sì stato varato ma manca ancora l’emanazione dei circa 53 decreti attuativi. Quello che invece non va è la disciplina del subappalto che, a parere di Ance, dovrebbe trovare una soluzione più vicina all’Europa. (a.i.)
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