Costruzione del nuovo ospedale: la dialisi sarà trasferita ad Atessa

12 Ottobre 2023

Proteste in città per il reparto di nefrologia destinato ad essere spostato nella cittadina sangrina Taglieri (M5S): mazzata definitiva all’offerta sanitaria frentana. Marongiu (Pd): dov’è il sindaco?

LANCIANO. «Giù le mani dalla nefrologia e dalla dialisi. Devono restare a Lanciano»; «Il progetto “cuci e scuci” del nuovo ospedale (cioè la realizzazione di palazzine nuove all'interno del vecchio presidio, ndc) del manager Asl decreterà la morte del Renzetti». Levata di scudi da parte del consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), del centrosinistra cittadino, dei movimenti civici e dei pazienti contro la presentazione del progetto del nuovo ospedale fatto dalla Asl e contro il trasferimento di alcuni reparti, per i lavori, che si teme non tornino più nel presidio nuovo. È il caso della nefrologia-dialisi che sarà trasferita ad Atessa, ma non ricompare nel nuovo ospedale.
IL NUOVO OSPEDALEPer il consigliere regionale Taglieri la costruzione del nuovo ospedale «è un evergreen della propaganda del centrodestra» perché, sostiene, «la realtà del Renzetti è fatta di carenza cronica di personale, taglio dei servizi, macchinari obsoleti. E il progetto presentato dal manager Asl darà la mazzata definitiva all’offerta sanitaria frentana». E ai tagli già subiti da oculistica, laboratorio analisi, urologia e otorino, Taglieri aggiunge lo spostamento dei reparti di nefrologia e dialisi ad Atessa, con la “scusa” dei lavori. «Privare quello che dovrebbe essere un Dea di primo livello di questi servizi essenziali è una scelta miope che rischia di mettere in difficoltà l’utenza», dice Taglieri. Che si chiede anche come mai il progetto parta con la demolizione delle palazzine più recenti, dove in queste ultime settimane sono stati effettuati lavori e soprattutto dove sono i soldi per nuovo ospedale e traslochi. E di morte del Renzetti col progetto della Asl parlano anche i consiglieri comunali Leo Marongiu e Giacinto Verna e l'ex sindaco Mario Pupillo che votarono per far costruire il nuovo ospedale nell’area attuale. «Ma nel novembre 2016 il consiglio comunale approvò un progetto che prevedeva la costruzione di un monoblocco tra obitorio, eliporto e parcheggio che non intaccava la funzionalità del vecchio presidio che poteva continuare a lavorare», ricordano Pupillo e Marongiu. «Invece ci siamo ritrovati con il "cuci e scuci" del manager Asl Thomas Schael che è folle e più costoso».
LA NEFROLOGIA«Con la scusa del nuovo ospedale i reparti verranno via via svuotati e trasferiti; è il caso di nefrologia e dialisi, che sembra sarà spostato in via definitiva ad Atessa», dice Verna, «Schael continua a imporre le sue scelte a scapito dei territori e di Lanciano». E a insorgere contro il trasferimento dell’unità sono i pazienti, che alla sofferenza per la patologia devono aggiungere i disagi per gli spostamenti, il centrosinistra e movimenti civici pronti ad una protesta davanti all’ospedale. «Il manager ha detto che il servizio è territoriale e quindi va spostato», dice Pupillo, «allora spiegasse perché non viene tolto anche dai presidi di Chieti e Vasto. La nefrologia è reparto ospedaliero, a Lanciano i suoi medici fanno oltre 800 consulenze l'anno nei reparti: se si trasferisce, un medico ogni giorno da Atessa deve venire a Lanciano per le consulenze. E poi chi dializza in ospedale ha bisogno di un medico e un tecnico, una postazione dedicata: come si fa da Atessa? Questa unità conta oltre 2.000 controlli ambulatoriali ogni anno, ha pazienti in cura per la malattia di Fabry, patologia rara, svolge migliaia di dialisi. Deve trovare posto nel Renzetti; nel vecchio e nel nuovo». «Dov'è il sindaco Filippo Paolini?», chiede Marongiu, «pare che chiederà di non spostare il reparto; ne saremmo felici ma visto quanto non fatto finora per l’ospedale, le sue sono parole vuote. Sostiene da sempre Schael ed è stato tra i promotori della conferma».
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