«Così ho preso a schiaffoni il bandito»

14 Marzo 2016

Un quarto d’ora di terrore, la colluttazione e la fuga del malvivente. Costantini: «E’ un rischio che ho dovuto correre»

CHIETI. «Ho affrontato il rapinatore e l’ho fatto fuggire. Ma io sono un poliziotto e devo correre il rischio. I cittadini non facciano come me: avvisino il 113». Francesco Costantini è di poche parole. Si è ritrovato faccia a faccia con il ladro che gli era entrato in casa a Francavilla. E lo ha preso a schiaffoni: due e al volto. L’altro ha risposto con un calcio ma, nella violenta colluttazione che ne è seguita, il poliziotto ha perso gli occhiali. E il ladro, che a quel punto era già diventato un rapinatore, si è dato alla fuga. Scavalcando il recinto della villetta di Costantini con l’agilità di un’antilope.

Ha rischiato molto il vice questore e capo della squadra Mobile di Chieti che si è ritrovato venerdì, alle 19,30, nei panni di vittima di un malvivente, lui che i delinquenti li arresta quando violano la casa di comuni cittadini. Ma un poliziotto non è un cittadino come tutti gli altri. E Costantini, tre giorni fa, ha rischiato la vita. Si era allontanato da casa un quarto d’ora per accompagnare una parente a Pescara. Neppure la moglie era in casa quando il ladro è entrato in azione forzando con un cacciavite la finestra della cucina a piano terra. È entrato, ha superato le scale che conducono alla taverna ed è salito nella zona notte.

In camera da letto ha acceso la luce ed ha cominciato a rovistare. Ha rubato tre orologi. C’era anche il computer ma non ha fatto in tempo ad arraffarlo perché, in quel momento, Costantini torna a casa. Da fuori, il capo della Mobile vede la luce accesa in camera e pensa che la moglie sia rientrata prima di lui. Ma trova il portone d’ingresso blindato chiuso a sei, sette mandate. E realizza immediatamente che in casa c’è un estraneo.

Entra, sale un paio di gradini che portano nella zona notte, sente che qualcuno sta rovistando e chiede due volte: «Chi c’è? Chi c’è?».

Il ladro si aspetta che Costantini sbuchi nella camera e si prepara ad affrontarlo. Ma in questi attimi drammatici, molto di più di una fiction televisiva, vengono allo scoperto le doti dell’investigatore perché il vice questore esce di casa e attende al varco il malvivente. Non ha con sé la pistola ma coraggio ed esperienza non gli mancano.

Da quel punto vede il ladro saltare dal primo piano. Gli va incontro e gli assesta due schiaffi. L’altro perde l’equilibrio, fa cadere degli oggetti ma risponde con un calcio. Il poliziotto però lo placca, ma nel farlo perde gli occhiali e l’altro ne approfitta per fuggire scavalcando il recinto con l’agilità di un atleta. Non è un italiano, ma di più non si può dire. Ci sono indagini in corso.

Il magistrato che ha aperto l’inchiesta per rapina pluriaggravata è Giuseppe Falasca. Non è stato un colpo premeditato: il rapinatore non sapeva chi fosse la vittima altrimenti non avrebbe rischiato tanto. Ma ha studiato i movimenti della famiglia del capo della Mobile. Ed ha atteso di aver campo libero. Perché la notizia non è trapelata? Perché l’indagine potrebbe dare buoni risultati. Basta attendere.