Così si vive in stanze con i soffitti crollati

Madonna degli Angeli, il Centro entra negli alloggi fatiscenti
CHIETI. Crepe, infiltrazioni, muffa, soffitti da cui si è staccato l’intonaco e tubature dell’acqua saltate: è lo scenario che si trova nelle case popolari in zona Madonna Degli Angeli dove abitano anche dei disabili. Ma non ci sono più risorse per correre ai ripari. E lo stato in cui vertono gli appartamenti gestiti direttamente dal Comune va progressivamente peggiorando. Sono due le strade principalmente interessate su cui queste abitazioni si affacciano: via Delle Robinie e viale Dei Platani.
VIA DELLE ROBINIE. Appaiono palazzi fatiscenti, dei residenti del civico 6 raccontano la loro condizione. Salendo le scale del palazzo ciò che salta agli occhi sono i cavi della corrente elettrica lasciati a vista e all’ultimo piano, sui soffitti, ci sono infiltrazioni d’acqua: gli abitanti sono preoccupati sempre più per la loro incolumità. Ad aprire la porta è il signor Giovanni: «Qui ci piove in casa, il tetto è danneggiato ed essendo all’ultimo piano abbiamo dovuto mettere noi delle guaine e dei teloni sui solai, alla meno peggio». Le pareti del suo appartamento, poi, sono ricoperte di muffa: «C’è molta umidità che traspare, soprattutto in camera da letto» continua Giovanni «sono venuti dei tecnici comunali a controllare ma non ci sono stati interventi. Dicono che non ci sono soldi. Intanto è passato quasi un anno dagli ultimi controlli».
E poi c’è il civico 2, dove, se piove, l’acqua entra in casa dalla porta d’ingresso: «Chi ci abita ha provato a montare una tettoia, ma i vigili lo hanno fermato» dicono i vicini.
VIALE DEI PLATANI. C’è anche il caso del signor Raffaele Ricci, che abita in viale Dei Platani. Le mura del suo appartamento a pian terreno sono cosparse di muffa e sulle pareti esterne ci sono infiltrazioni, crepe e lesioni in corrispondenza delle tubature dell’acqua.
«Ho preparato la documentazione per apportare delle ristrutturazioni a mie spese, in cambio dell’esenzione dal pagamento dell’affitto» dice Ricci. «Interventi strutturali migliorativi non ci sono mai stati». E visto che mancano i soldi, la soluzione fai da te di Ricci per cercare di intervenire sulle situazioni più gravi sembra essere, almeno ad alcuni, la più accettabile.
Lungo la via c’è pure l’abitazione del signor Domenico Pontrelli: qui la situazione si è aggravata negli ultimi tempi. Racconta che nella notte, alcuni mesi fa, parti di muratura del suo bagno sono crollate, continua a proliferare muffa e sono saltate le tubature dello scarico: «Abbiamo dovuto riparare il muro in corrispondenza del water con dei cartoni, dal momento che i tubi sono saltati. Ci sono diversi rigonfiamenti e le mattonelle stanno saltando».
Nella cucina l’intonaco del soffitto è caduto e ci sono i mattoni a vista: «Stiamo cercando di andare avanti a nostre spese» dice Pontrelli. Insomma, la situazione generale va peggiorando e le condizioni di vivibilità sono sempre meno dignitose.
EMERGENZA ABITATIVA. Resta il problema perenne della regolamentazione delle assegnazioni delle case popolari. Questa la storia degli appartamenti del civico 1 di via Delle Robinie, la raccontano alcuni residenti scesi in strada: «Molte case non sono abitate, benché siano ancora assegnate a non si sa chi. E chi ha bisogno non sa come fare».
Un caso limite del problema emergenza abitativa è quello che racconta L. F. «Sto scontando una pena di un anno e mezzo di reclusione, ora sono agli arresti domiciliari dalle 22 alle 7 di mattina», dice la donna. «Durante il giorno svolgo lavori socialmente utili e sono ospitata da un’amica in una casa popolare in via Valignani. Ma dovrò andare via e non so dove, poiché l’appartamento disponibile è di 46 metri quadri e siamo in troppi. Purtroppo non mi concedono la residenza a Chieti, io la ho a Roccamontepiano dove però non ci sono case popolari, quindi non posso avere un’assegnazione».

