Cotir chiuso, lite tra politici «Penalizzato solo il Vastese»

11 Maggio 2017

Il consigliere regionale Olivieri: salvaguardati baracconi più costosi presenti in altre aree Il sindaco Menna: parlerò con la Regione. L’ex presidente Amoroso: solidali con i lavoratori

VASTO . Amarezza, incredulità e rabbia. La notizia della chiusura del Cotir ha scatenato un uragano di polemiche. Alla Regione viene chiesto un ripensamento. Per i lavoratori quello che è accaduto è solo la conferma di una morte annunciata da tempo, ma che nessuno aveva il coraggio di confessare. Al sindaco Francesco Menna non basta il comunicato dell’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe. «L’amministrazione vuole essere parte attiva in questa vicenda. Ho intenzione di ascoltare sia i lavoratori che la Regione per capire da cosa nasce la decisione di chiudere il centro e cosa riserva il futuro per i 27 dipendenti di contrada Zimarino», dice Menna. Anche l’ex presidente del Cotir, Alberto Amoroso, che conosce bene il centro ricerche e i dipendenti, esprime piena solidarietà ai lavoratori: «Dopo tre anni di amministrazione commissariale, non mi resta che giudicare pessima la scelta di questa Regione di aver mandato a casa un consiglio di amministrazione per sostituirlo con liquidatori fantasma che poco hanno prodotto in termini di rilancio e risanamento economico finanziario. Anzi oggi constatiamo il contrario. Io», continua Amoroso, «unitamente alla mia squadra, ero riuscito sia a sviluppare una proposta di legge per unificare i Centri di ricerca in Abruzzo che a pianificare un nuovo piano industriale che doveva funzionare attraverso il Programma di sviluppo rurale ed un fondo di rotazione specifico erogato da parte della Regione. Quel progetto all’epoca venne fermato dalla cecità sindacale e dal pressapochismo di alcuni personaggi che oggi rivestono ruoli di governo regionale e che ieri erano sui tetti a protestare insieme ai lavoratori del Cotir. Imbarazzante il silenzio dell’ex sindaco Luciano Lapenna. L’assessore Pepe deve delle spiegazioni», afferma l'ex presidente. Anche il consigliere regionale Mario Olivieri stigmatizza il comportamento della Regione. «Non solo non è stata in grado di intervenire con soluzioni adeguate, ma addirittura sembra annunciare la fine imminente della importante istituzione di ricerca», afferma Olivieri, «il disagio economico e psicologico dei lavoratori, che pur avendo portato a termine i progetti di ricerca si sono trovati nell’impossibilità di percepire quanto loro spettante, non solo non è stato compreso nella sua gravità insostenibile, ma addirittura è stato aggravato dal recente annuncio di una morte prematura». Olivieri chiede con urgenza «la tempestiva azione del presidente Luciano D’Alfonso per reperire risorse straordinarie e ripristinare la piena operatività del Cotir che, insieme agli altri centri di ricerca regionali, espleta un ruolo fondamentale per lo sviluppo scientifico ed economico abruzzese. Non è ipotizzabile», conclude il consigliere, «che il solo fatto di trovarsi nel Vastese possa costituire il discrimine per un trattamento diverso: baracconi ben più costosi presenti in altre aree del territorio regionale sono stati salvaguardati».