Cotir, la Regione promette il pagamento di 4 mesi

Ma le rassicurazioni dell’assessore Pepe e di D’Alfonso non fermano la protesta E sull’albero dell’istituto San Francesco spuntano le bollette al posto delle palline
VASTO. Arriveranno al massimo entro mercoledì prossimo i 150mila euro promessi dall'assessore regionale all'Agricoltura Dino Pepe ai dipendenti del Cotir. Pepe ha mostrato ieri mattina ai lavoratori che hanno raggiunto Pescara per protestare, il bonifico. Con quei soldi saranno pagati 4 mesi del 2014: marzo, aprile, maggio e giugno. A seguire arriveranno altri 320 mila euro. Lo ha ripetuto anche il presidente Luciano D'Alfonso aggiungendo di avere deciso di indagare per scoprire chi ha creato una situazione così drammatica e se il caso chiedere l’intervento della Corte dei Conti. I lavoratori del Cotir però non si arrendono e proseguono l'occupazione. «Constatato che l’erogazione dei fondi (660 mila euro) da parte della Regione ad oggi è stata più volte promessa ma non è avvenuta, nonostante le rassicurazioni fornite dall’assessore Pepe noi restiamo in contrada Zimarino», fanno sapere i dipendenti del centro ricerche. Sono stanchi ma decisi a non mollare. Per questo ieri mattina in corteo hanno raggiunto il palazzo della Regione in viale Bovio per poi raggiungere via Catullo e piazza Unione, rispettivamente sede dell’assessorato all’Agricoltura e del Consiglio regionale. Ieri sera hanno acceso l'ottavo lumino sulla finestra del Cotir. «Siamo intenzionati a continuare la protesta fino a quando non saranno rispettate in concreto le promesse fatte sul pagamento degli stipendi arretrati del 2014», ripetono. La speranza di tutti è che davvero la prossima settimana porti buone notizie. Non stanno meglio i dipendenti dell'istituto San Francesco di Vasto marina. Ieri i lavoratori hanno addobbato un abete con le bollette che non sono riusciti a pagare davanti ai cancelli della Fondazione. Bollette di tutti i tipi. Un caleidoscopio multicolore di foglietti appesi al posto delle palle di Natale e a fianco manifesti della Cgil che spiegano i motivi dell'iniziativa. «E io pago» , è il titolo dell'iniziativa che riassume una crisi di 16 mesi. «Una crisi che non è più tollerata dai lavoratori. Per il secondo anno consecutivo per i dipendenti della fondazione è un Natale amaro», rimarcano.

