Covid e appalti, la Asl: vigiliamo per evitare casi di corruzione

Approvato il piano: «Bisogna controllare che il denaro non venga usato per interessi individuali» Dal divieto di ricevere regali alla rotazione del personale: «Così si allontanano privilegi e favoritismi»
CHIETI. «L’emergenza Covid ha richiesto grandi sforzi con un notevole impiego di risorse economiche e attribuzione di poteri straordinari. È necessario vigilare sul corretto uso delle risorse in modo che le stesse non vengano utilizzate in maniera illecita per soddisfare interessi individuali». Ecco perché la Asl Lanciano Vasto Chieti, ai tempi della pandemia, ha deciso di aggiornare il piano triennale per la prevenzione della corruzione. Si tratta di un documento di 118 pagine, rivolto ai circa 4.500 dipendenti dell’azienda sanitaria e approvato dal direttore generale Thomas Schael, che ha l’obiettivo di scoprire le attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio di reati contro la pubblica amministrazione, promuovendo «meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni». Attenzione massima, dunque, per evitare che le ricche gare d’appalto per la fornitura di materiali e servizi indispensabili per fronteggiare il coronavirus si trasformino in terreno fertile per affari illeciti con l’eventuale complicità di dipendenti pubblici.
L’EMERGENZA «L’insorgere della pandemia», si legge sul piano, «ha imposto all’azienda l’adozione di una serie di provvedimenti organizzatori che ha comportato una riduzione delle attività di ricovero ordinario e una riduzione delle prestazioni ambulatoriali nell’anno 2020. Di contro, si è rilevato un incremento della spesa dovuta all’acquisto di specifico materiale e agli interventi per adeguare presidi e servizi». E qui c’è l’allarme: «In situazioni simili a quelle dell’epidemia da Covid si possono creare più occasioni che facilitano l’espandersi di comportamenti illeciti dovuti soprattutto alla semplificazione dei procedimenti e dei controlli, propri dello stato di emergenza. I principali processi che possono essere interessati da rischi corruttivi sono l’acquisizione di lavori, beni e servizi, la gestione del personale e l’erogazione dei servizi».
LO SCENARIO «La Asl», è specificato nel documento, «è di ampie dimensioni e ha una complessità organizzativa determinata da un gran numero di risorse umane e numerosi rapporti che si instaurano tra professionisti, utenti e ditte fornitrici e molteplici sono le relazioni tra attività istituzionali e libero professionali del personale medico e sanitario, elementi che potenzialmente espongono a rischi specifici la Asl sotto il profilo di eventuali illegalità che possono svilupparsi nel suo interno. Vi è da dire, comunque, che il rischio viene mitigato, in molti settori, da norme di legge e da procedure che regolano puntualmente tutte le fasi di vari processi, circoscrivendo e riducendo, in tal modo, l’ambito della discrezionalità».
LE MISURE Il codice di comportamento al quale devono attenersi tutti i dipendenti è «una fondamentale misura di prevenzione della corruzione. La nuova disciplina prescrive le condotte da adottare in servizio, nei rapporti privati e con il pubblico, contrastando le pratiche scorrette: divieto di ricevere regali, lotta al conflitto di interesse, prevenzione della corruzione». Non solo: «Assume rilievo anche l’applicazione del principio di rotazione del personale addetto alle aree a rischio». In questo modo si «allontana il privilegio o la consuetudine e la prassi, che possono finire per favorire coloro che sono capaci di intessere relazioni con i dipendenti e i dirigenti inamovibilmente inseriti in un certo ruolo, a discapito di altri. E già questo è un comportamento corruttivo, perché lede il principio di imparzialità e parità di condizioni». Ma la rotazione, come spiegato nel piano, non sempre è agevole: si potrà allora prevedere la «segregazione delle funzioni», ovvero «modalità operativa che favoriscano una maggiore condivisione delle attività fra gli operatori, evitando così l’isolamento di certe mansioni». Nel settore degli acquisti, ad esempio, è possibile «distinguere le fasi di programmazione e quella di esecuzione dei contratti, in modo tale da favorire il controllo reciproco del personale interessato».
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