Covid, gli studenti in piazza: «A scuola serve più sicurezza»

10 Aprile 2021

LANCIANO . «Priorità al rientro in sicurezza nelle scuole. Vogliamo più fatti e meno parole». Protesta degli studenti delle superiori, contrari alle modalità con cui dopo Pasqua è avvenuto il rientro...

LANCIANO . «Priorità al rientro in sicurezza nelle scuole. Vogliamo più fatti e meno parole». Protesta degli studenti delle superiori, contrari alle modalità con cui dopo Pasqua è avvenuto il rientro in classe. Ieri mattina una rappresentanza dei licei cittadini, De Titta-Fermi, scientifico Galilei e classico, si sono ritrovati in piazza Plebiscito dove, davanti al municipio, hanno dato vita a una piccola protesta con striscioni e cartelloni. Anche in altre città abruzzesi gli studenti scenderanno in piazza. «Le motivazioni della protesta sono legate al rientro a scuola, avvenuto mercoledì scorso», dice Tommaso Martelli, che frequenta il quarto anno del liceo classico, «un rientro che non è avvenuto effettivamente in sicurezza come dovrebbe essere, e che quindi mette in discussione il diritto alla salute di noi studenti. Nell’ultimo anno di pandemia sono stati messi in discussione vari nostri diritti, specialmente quelli all’istruzione e alla salute. Per rientrare in sicurezza nelle scuole bisogna investire sui trasporti, sull’edilizia, credere veramente nella scuola e non rendere tutto solo una questione politica».
Secondo i ragazzi, le condizioni attuali non garantiscono pienamente il diritto alla salute. «Non c’erano le condizioni per rientrare», afferma Giacomo Pellicciaro, rappresentante d’istituto del liceo scientifico Galilei che, diversamente da inizio anno, dopo Pasqua ha ricominciato le lezioni con metà delle classi in presenza e metà a casa. «È sbagliato rientrare in questa fase. Come studenti siamo favorevoli a ricominciare la scuola in presenza, ma questo deve avvenire in completa sicurezza. Le nuove indicazioni dell’Istituto superiore della sanità prescrivono 2 metri di distanza tra i banchi, ma le nostre scuole non hanno questi spazi. Poi parte del personale scolastico non è stato ancora vaccinato. Per cui riteniamo che la dad sia la soluzione migliore in questa fase. Non certo quella più funzionale, ma garantisce più fruibilità alla didattica e si concilia con le esigenze di sicurezza». (s.so.)