Covid, il vescovo ai sacerdoti: il pericolo resta, ditelo dall’altare

8 Agosto 2020

Forte scrive ai parroci dopo l’incontro con Schael: «Insistete per far rispettare le misure anti contagio  Queste norme hanno un valore precauzionale e sono un dovere etico nei confronti del bene comune»

CHIETI. «Chiedo a tutti i sacerdoti, specie in zone balneari o di vacanza, di insistere anche dall’altare invitando a rispettare le misure preventive: uso della mascherina in locali pubblici chiusi, lavaggio frequente delle mani e distanziamento di almeno un metro dalle persone più vicine che non siano familiari». È il passaggio-chiave della lettera che l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, ha inviato ai parroci della diocesi dopo l’incontro avuto lunedì con Thomas Schael, direttore generale della Asl.
La premessa, come sottolineato nella missiva, è che l’azienda sanitaria – lo scorso 22 luglio – ha inviato a tutte le autorità una comunicazione per «denunciare i rischi crescenti connessi al Covid, dovuti al non uso delle mascherine, alla mancata attuazione delle misure di prevenzione e agli assembramenti che – soprattutto sulle spiagge, nelle discoteche e in molti locali pubblici – si stanno verificando, specialmente a opera di giovani». Durante il colloquio in curia Schael «si è raccomandato di far giungere nella maniera più capillare possibile l’appello a non adottare comportamenti a rischio come quelli indicati, perché il coronavirus è ben presente, è tutt’altro che devitalizzato e rischia di colpire quanti per trascuratezza o superficialità non si proteggono adeguatamente, con conseguenze drammatiche per la salute e la vita di bambini, giovani, adulti e anziani».
La stessa Asl, in una recente lettera recapitata a tutti i sindaci del territorio e ai rappresentanti delle forze dell’ordine per chiedere un aumento dei controlli, ha rimarcato che «l’età media dei nuovi contagiati si abbassa sempre di più e ora si attesta a circa 43 anni con una percentuale pari al 61% di soggetti positivi con meno di 51 anni. Alcune delle persone risultate positive al tampone, negli ultimi episodi che si sono verificati nella nostra provincia, avevano partecipato a eventi di interazione sociale e ciò dimostra quanto sia importante continuare a mantenere alta l’attenzione sui comportamenti a rischio».
«Anche chi è guarito dal male», prosegue monsignor Forte, «deve vigilare, perché l’immunità può non essere duratura e la ricaduta possibile». Da qui, l’invito a tutti i sacerdoti di rivolgersi ai fedeli anche dall’altare per sollecitare il rispetto delle norme per contenere il rischio di contagio. «Tali comportamenti», chiude l’arcivescovo, «hanno non solo un valore precauzionale, ma rispondono a un dovere etico nei confronti del bene comune, di ciascuno e di tutti».